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Eurocarni nr. 10, 2008

Rubrica: Zootecnia
Articolo di Forabosco F. , Fioroni A. ,
(Articolo di pagina 71)

Razze bovine di origine straniera allevate in Italia

 

Introduzione

Gli animali domestici, ed in modo particolare i bovini, hanno accompagnato l’uomo durante tutta la sua evoluzione subendone fortemente l’influenza.

L’allevamento bovino ha origini antiche che risalgono a circa 6.000 anni fa, quando nelle pianure euro-asiatiche un lontano progenitore del moderno bovino veniva addomesticato. L’antenato è conosciuto con il nome di Bos primigenius o Uro il cui ultimo esemplare si estinse nel 1627. La selezione condotta dall’uomo ha plasmato e modellato le diverse specie animali che con lui sono entrate a contatto. L’intervento dell’uomo ha dato origine a razze cosmopolite e a razze meno specializzate, economicamente meno interessanti prossime all’estinzione. L’Italia, come molti altri Paesi, annovera un gran numero di razze bovine nazionali; la maggior parte sono razze autoctone (razze la cui origine è italiana) e razze di origine straniera ma allevate in Italia da lunghissimo tempo — ad esempio la Frisona Italiana, la Limousine, la Charolaise, ecc… — che oggi fanno parte del patrimonio nazionale. Accanto a queste razze, in queste ultime decadi, sono allevate in Italia razze straniere importate dai Paesi UE e da Paesi extracomunitari.

 

La Salers.

 

La Montbeliard.

 

La Garonnese.

 

La Blanc Blue Belga.

 

La Aubrac.

 

La Abondance.

 

Le razze bovine italiane

Oggi si contano complessivamente 37 razze bovine italiane (vedi Tab. 1), la maggior parte delle quali sono state censite durante gli anni ‘60 e ‘70. Buona parte di queste razze ha una associazione di allevatori di riferimento che si occupa della selezione, valorizzazione e promozione della razza o delle razze d’interesse. La restante parte (esclusa qualche eccezione) è iscritta al “Registro Anagrafico delle popolazioni bovine autoctone e gruppi etnici a limitata diffusione” gestito dall’AIA — Associazione Italiana Allevatori — che si occupa di valorizzarle preservandole dall’estinzione. Gli allevatori italiani sono organizzati in associazioni che hanno solide basi sul territorio nazionale e sono suddivise in Associazioni provinciali, regionali e nazionali coordinate dall’AIA.

Tabella 1 – Razze bovine italiane
Razze
Ass/Reg1
Agerolese
Reg
Bianca Val Padana (Modenese)
Reg
Bruna
Ass
Burlina
Reg
Cabannina
Reg
Calvana
Reg
Charolaise
Ass
Chianina
Ass
Cinisara
Reg
Frisona
Ass
Garfagnina
Reg
Grigia Alpina
Ass
Limousine
Ass
Marchigiana
Ass
Maremmana
Ass
Modicana
Ass
Mucca Pisana
Reg
Pasturina
Reg
Pezzata Rossa Italiana
Ass
Pezzata Rossa Oropa
Reg
Piemontese
Ass
Pinzgau
Reg

Podolica

Ass
Pontremolese
Reg
Pustertaler
Reg
Reggiana
Ass
Rendena
Ass
Romagnola
Ass
Sarda
Reg
Sardo Bruna
Reg
Sardo Modicana
Reg
Tortonese, Varzese o Ottonese
Reg
Valdostana Castana
Ass
Valdostana Pezzata Nera
Ass
Valdostana Pezzata Rossa
Ass
1Associazione o Registro Anagrafico (fonte: AIA).

 

Anagrafe Nazionale Bovina

L’Anagrafe Nazionale Bovina è un sistema di identificazione e registrazione degli animale istituito per fronteggiare le varie crisi sanitarie che in passato hanno sconvolto il settore. L’Anagrafe bovina si avvale di una Banca Dati Nazionale (BDN), che è detenuta dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale G. Caporale di Teramo.

 

Le razze bovine straniere allevate in Italia

Negli ultimi decenni l’espansione dei confini europei e l’incalzante globalizzazione hanno determinato una rapida evoluzione del contesto economico investendo anche il settore zootecnico. Si pu˜, quindi, osservare come molte razze, che in passato erano allevate solo nei Paesi di origine, sono oggi largamente diffuse anche al di fuori dei confini nazionali. Tra gli esempi più noti ricordiamo le razze Blonde d’Aquitaine, Aubrac, Salers e Montbeliard, che sono originarie della Francia ma che oggi vengono allevate in molti Paesi tra cui l’Italia. Nel 2006 queste 4 razze contavano complessivamente 119.170 capi allevati su tutto il territorio italiano. Con il termine capi “allevati” in Italia si intendono tutti quei soggetti presenti sul territorio nazionale indipendentemente dalla durata della loro permanenza e dalla destinazione finale.

 

Il panorama zootecnico delle razze bovine straniere in Italia

Nel 2006 l’Istituto Zooprofilattico di Teramo ha censito 49 razze bovine straniere non facenti parte delle razze bovine registrate dall’AIA (Tab. 1). I dati riportati in Tab. 1 sono stati aggiornati al 31 dicembre 2006 e sono stati raccolti dai veterinari e dai tecnici del suddetto Istituto teramano o dalle varie figure professionali autorizzate, in collaborazione con i vari uffici distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Complessivamente, sono stati 207.452 i soggetti di razza pura appartenenti a razze straniere allevate in Italia nel 2006. La maggior parte di questi soggetti sono stati allevati al Centro-Nord, registrando maggior densità in Veneto, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna. Tra le 49 razze straniere allevate sul nostro territorio, le più importanti sono le razze francesi seguite da quelle nord-europee (principalmente anglosassoni). La Blonde d’Aquitaine o Garonnese, con 83.087 capi nel 2006, è stata la razza straniera più allevata sul nostro territorio, seguita dalla Pezzata Nera Polacca con 51.333 capi, dalla Blue Belga con 24.337 capi, dall’Aubrac con 17.504 capi, dalla Salers con 10.245 capi e dalla Montbeliard con 8.334 capi.

Da ricordare, per la numerosità di capi allevati in Italia, anche la Pezzata Rossa Cecoslovacca con 4.731 capi, la Guascone con 2.078 capi, la Angus con 1.417 capi e, con meno di 1.000 capi allevati, ricordiamo la Highland (987), la Abondance (585), la Angler (557) e la Rossa Svedese (367). Molte sono anche le razze straniere a limitata diffusione con meno di 10 capi censiti, come ad esempio la razza Bruna de los Pirineos e la Longhorn con 9 capi, la Herens con 7 capi, la Devon con 5 capi e molte altre.

 

Il panorama zootecnico delle razze bovine straniere per Regione di allevamento

In tutte le regioni italiane, nel 2006, erano allevati capi bovini di razze straniere; il Centro-Nord contava il maggior numero di soggetti allevati. In Piemonte, le principali razze straniere allevate erano la razza Blonde d’Aquitaine (o Garonnese) (64.468 soggetti), la razza Montbeliard (5.085 soggetti) e la razza Aubrac (2.405 soggetti). In Lombardia nello stesso anno, erano allevati un totale di 19.487 soggetti le cui principali razze erano: Blonde d’Aquitaine/Garonnese (8.701), Blue Belga (5.027) e Salers (2.666). In Veneto, erano allevati un totale di 37.971 bovini appartenenti a razze straniere e le razze più rappresentate erano la Blue Belga (12.263), Aubrac (10.979) e Blonde d’Aquitaine/Garonnese (6.246). In Emilia-Romagna, con 5.077 capi appartenenti a razze straniere, quelle più diffuse erano l’Aubrac (1.369), la Blonde d’Aquitaine/Garonnese (1.333) e la Salers (1.171). In Campania, con un totale di 1.009 capi allevati, le razze più diffuse erano la Blue Belga (726), la Montbeliard (224), la Pezzata Rossa Cecoslovacca (22) e la Brahman (19). Con i suoi 1.027 capi appartenenti a razze straniere, la Calabria contava 613 capi di razza Blue Belga, 259 di razza Blonde d’Aquitaine/Garonnese e 60 di razza Montbeliard (60). In Sicilia, 1.134 in totale, le razze straniere più allevate sono state la Blonde d’Aquitaine/Garonnese (518), la Montbeliard (246), la Blue Belga (180) e la Guascone (132).

 

Quale il futuro delle razze straniere

Il panorama zootecnico degli ultimi decenni è mutato notevolmente. Accanto alle razze tradizionali che sono state fondamentali per la crescita economica della zootecnia del nostro Paese, si stanno affacciando nuove ed importanti razze. Nella maggior parte dei casi queste razze sono allevate a fini produttivi; molte di queste hanno raggiunto eccellenti livelli qualitativi nei Paesi di origine e nei Paesi di esportazione.

Grazie all’apertura dei confini nazionali, ad una semplificazione legislativa e ad un collasso delle barriere protezionistiche legate alla globalizzazione dei mercati, il nostro Paese sta diventando terra di importazione e di allevamento di nuove razze. Stiamo assistendo ad una graduale aumento delle razze straniere allevate sul nostro territorio e, di certo, siamo solo agli inizi di un processo che nei prossimi anni si accentuerà.

In questo contesto, l’allevatore, che sempre più spesso oggi veste i panni dell’imprenditore, nel prossimo futuro dovrà raccogliere “la nuova sfida” e divenire elemento in grado di scegliere tra le mille offerte di un mercato globale.

 

Conclusioni

Gli allevatori-imprenditori guardano con sempre più interesse oltre i confini nazionali alla ricerca di razze adatte alle esigenze di un mercato sempre più complesso ed eterogeneo.

Le organizzazioni italiane preposte alla tutela e alla selezione dovranno presto rispondere alle molteplici esigenze degli allevatori-imprenditori che vogliono poter valorizzare queste razze. È quindi giunto il momento di considerare il peso economico di questa “nuova” ricchezza zootecnica, ormai parte integrante del patrimonio nazionale. Inoltre è indispensabile e improrogabile sviluppare un sistema di selezione nazionale che includa le razze di importazione.

Flavio Forabosco

Ricercatore SLU – Uppsala, Svezia

Andrea Fioroni

Bovinitaly – Perugia

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