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Eurocarni nr. 12, 2003

Rubrica: La pagina scientifica
Articolo di Piscopo A.
(Articolo di pagina 132)

Peperoncino indiano killer a base di “Sudan-rosso 1”

 

 

L’Arpa, Agenzia Regionale Protezione Ambientale, di La Loggia in provincia di Torino, ne ha dato l’annuncio: esistono in commercio prodotti alimentari al peperoncino a base di "Sudan-rosso 1" dalle proprietà cancerogene. A rischio sono una trentina di prodotti contenenti peperoncino al quale è stato aggiunto questo particolare colorante che gli conferisce un colore rosso intenso. Il "Sudan-rosso 1" deve essere bandito poiché studi sperimentali lo riconoscono come sostanza cancerogena (la IARC - Agenzia Internazionale per la ricerca sul Cancro lo ha classificato nella categoria 3 delle sostanze cancerogene) e genotossica, pertanto dannosa anche per la riproduzione.

In conseguenza di talune spiccate proprietà del colorante risulta impossibile stabilire una "dose giornaliera tollerabile". Il "Sudan-rosso 1" provoca, inoltre, anche reazioni di sensibilizzazione per via cutanea o per inalazione.

Ad essere indiziati sono tutti gli alimenti al peperoncino rosso piccante e prodotti derivati contenenti "Sudan 1" come: pesto al peperoncino, salse e sughi pronti al peperoncino, pasta al peperoncino, salami e salsicce piccanti (ex. salsiccia calabra, salsiccia rusticana piccante, salame fagiolone piccante), peperoncino in polvere, "eurodroga calabrese", tajarin (pasta tipica della Regione Piemonte), paste aromatizzate, paste di pronto consumo al condito di carne trita e sughi.

Il campanello d’allarme partito dalla Francia ha fatto il giro di tutt’Europa e messo in allerta la Comunità Europea della presenza in commercio di peperoncino indiano a base di "Sudan-rosso 1". Le Autorità Europee, con la Decisione della Commissione del 20 Giugno 2003, recante misure di emergenza relative al peperoncino rosso e ai prodotti derivati, hanno esteso il divieto di commercializzazione a tutti i Paesi Europei. La motivazione di tale decisione può essere riassunta in queste poche righe: il peperoncino adulterarto con il colorante comporta un grave rischio per la salute pubblica, a causa della sua cancerosità e della sua genotossicità.

Considerata la gravità della minaccia per la salute pubblica a seguito di somministrazione di sostanze alimentari adulterate o contraffatte, e ritenute pertanto pericolose, è necessario estendere i provvedimenti adottati dalla Francia a tutta la Comunità. La Commissione, si legge nella Decisione, vieta l’importazione di peperoncino rosso e dei prodotti derivati, ad eccezione delle partite accompagnate da una certificazione ufficiale che ne comprovi la totale assenza di colorante "Sudan-rosso 1". Tutte le partite contenente il colorante devono essere distrutte, per evitare raggiri, impedendo che le stesse, in qualsiasi forma esistente, entrino nella catena alimentare.

Articolo 1 — I peperoncini e i prodotti derivati di cui è vietato l’impiego sono pimenti del genere Capsicum (il peperoncino piccante, come tutti i peperoni, appartiene alla famiglia delle Solanacee, genere capsicum. Il nome latino capsicum deriva da capsa, scatola, per la particolare forma del frutto che ricorda proprio una scatola con dentro i semi, ndr) essiccati e tritati o polverizzati, di cui al codice NC 0904 20 90.

Articolo 2 — Gli stati membri vietano l’importazione di peperoncino e dei prodotti derivati, così come definiti dall’articolo 1, a meno che tali partite siano accompagnate da una certificazione ufficiale che ne comprovi la totale assenza di colorante "Sudan-rosso 1" (CAS n. 842-07-09). In assenza di una relazione analitica il prodotto resta sotto controllo ufficiale.

Articolo 3 — Vengono effettuati controlli ufficiali, prelievi aleatori e analisi di partite di peperoncino e prodotti derivati all’importazione o messi in commercio. In caso di risultati sfavorevoli (positivi), viene informata la commissione attraverso il sistema di allarme rapido per gli alimenti e i mangimi.

Articolo 4 — Se si esegue il frazionamento delle partite, una copia certificata della relazione analitica, accompagna ciascuna parte della partita frazionata.

Articolo 5 — I prodotti di cui all’articolo 1, nei quali è stata individuata la presenza di colorante "Sudan-rosso 1" verranno avviate alla distruzione.

Articolo 6 — Le spese relative alle analisi, allo stoccaggio e all’eventuale distruzione sono a carico degli importatori o degli operatori del settore alimentare.

Articolo 7 — La presente decisione viene riesaminata entro e non oltre il 20/06/2004.

Articolo 8 — La presente decisione è rivolta a tutti gli stati membri, in qualità di destinatari. Anche nel nostro Paese si stanno effettuando i relativi controlli e la merce invenduta viene ritirata dal commercio. Numerose ditte che vendono o detengono per vendere prodotti al peperoncino rosso originario dall’India e colorato con "Sudan-rosso 1", devono provvedere direttamente al ritiro del prodotto dal commercio.

Dott. Alfonso Piscopo

Veterinario dirigente di 1° livello

Az. USL 1 Agrigento

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