Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 12, 2003

Rubrica: La pagina scientifica
Articolo di Credi M.
(Articolo di pagina 125)

Accolta e approvata dal Governo italiano un’importante risoluzione sulla Bse

 

 

Presentiamo la relazione, presentata alla Commissione Parlamentare, del dottor Alfonso Piscopo, medico veterinario presso l’Azienda Usl di Agrigento, al fine di sensibilizzare e informare il Parlamento sulla vantaggiosa tecnica di rimozione del midollo spinale e della dura madre da lui stesso inventata, tecnica che, come vedremo, verrà in seguito approvata a Montecitorio.

Tecnica di rimozione del midollo spinale e della dura madre prima della suddivisione dell’animale in mezzene — Tecnica chiamata "Piscopo-Gentile"

Nell’elenco dei materiali specifici a rischio "msr", introdotti negli stabilimenti di macellazione, a seguito dell’emergenza "Bse", a partire dal 1° ottobre 2000, con l’attuazione della decisione della Commissione 200/418 Cee del 19 giugno dello stesso anno viene inclusa la rimozione del midollo spinale.

Fin dal momento dell’attuazione di tale decisione, la rimozione del midollo spinale, a scopo cautelativo, comportava la divisione del bovino in mezzene e successivamente veniva rimosso per presa diretta dal canale vertebrale. A tale scopo, gli operatori di settore si adoperavano alla rimozione manuale o meccanica ed il midollo spinale, assieme a tutto il materiale specifico a rischio prodotto, veniva e viene tuttora avviato alla distruzione.

 


 

Il dottor Alfonso Piscopo.

 

Questa fase tecnica, effettuata nel periodo che va dall’1 ottobre 2000 al 31 marzo 2001, ha coinvolto non solo i tecnici della macellazione, ma anche i Veterinari Ufficiali dei macelli che hanno il compito di verificare che tutte le operazioni di rimozione, raccolta stoccaggio e conferimento dei materiali specifici a rischio, siano effettuate nel più rigoroso rispetto delle prescrizioni contemplate dal Decreto Ministeriale del 29 settembre 2000 e all’osservanza delle disposizioni di cui al D.L.vo 626/94 e successive modifiche, ai fini della sicurezza e della protezione dei lavoratori.

La rimozione del midollo spinale, per presa diretta, dividendo l’animale in mezzene, così come stabilito dal suddetto D. M. (adozione di misure sanitarie contro le Encefalopatie Spongiformi Trasmissibili), non è esente da rischi esponenziali alla "Bse", poiché, in qualsiasi momento o fase dell’opera di rimozione, il midollo spinale può essere intaccato o disintegrato in diversi frammenti (questo è stato verificato personalmente durante la macellazione e specificatamente durante la fase tecnica di divisione del bovino intero in mezzene). I problemi che si possono verificare sono legati a fattori igienico-sanitari ed di sicurezza, oltre che ad inquinamento da midollo ("Bse").

Nell’intento di migliorare la su esposta fase tecnica di rimozione, allo scopo di salvaguardare la tutela della salute del consumatore ed offrire le migliori garanzie di sicurezza e di protezione dei lavoratori della macellazione, abbiamo adottato la tecnica di rimozione del midollo spinale e della dura madre prima della suddivisione dell’animale in mezzene. Il metodo sperimentale, chiamato Piscopo-Gentile, è stato a lungo pensato e studiato: una volta perfezionato è stato messo in atto con estrema facilità ed a costo zero per l’Azienda Usl e per l’impianto di macellazione. Vengono di seguito elencati i vantaggi di tale tecnica:

• la rimozione del midollo spinale avviene prima che l’animale intero venga diviso in due, in modo tale da evitare rischi esponenziali da "Bse";

• maggiore tutela e minore rischio per la salute pubblica;

• maggiori garanzie di sicurezza e protezione dei tecnici addetti alla macellazione;

• miglioramento delle garanzie igienico-sanitarie e minore rischio di inquinamento da midollo;

• possibilità di rimuovere il midollo spinale e la dura madre per intero dal canale vertebrale;

• rischio zero del materiale specifico a rischio di venire a contatto con la carne;

• facile applicabilità di metodo a costo zero;

• miglioramento della tecnica stabilita con il D. M. 29 settembre 2000 (adozione di misure spongiformi trasmissibili).

Dal 1° aprile 2000 a tuttora viene considerato materiale specifico a rischio la colonna vertebrale, escluse le vertebre caudali, inclusi i gangli spinali. Tale decisione era stata presa dall’allora Ministro della Sanità, prof. Umberto Veronesi, a scopo precauzionale, per un periodo di tempo limitato al 31 dicembre 2001. L’ordinanza, firmata dal Ministro ed elaborata sulla base di un’istruttoria condotta dalla task force anti "Bse" del Ministero della Sanità, con il coordinamento del commissario straordinario del governo on. Guido Alberghetti, fissa le modalità di eliminazione della colonna vertebrale dai bovini destinati al consumo umano:

— la rimozione della colonna vertebrale deve essere effettuata su tutti i bovini di età superiore ai 12 mesi, destinati alla macellazione;

— tale rimozione deve essere effettuata presso gli impianti di macellazione, presso i laboratori di sezionamento, presso le macellerie.

L’Ordinanza Ministeriale del 27 marzo 2001, che prevede appunto la rimozione della colonna vertebrale dal 1° aprile al 31 dicembre 2001 è ancora efficace, avendo subito delle proroghe fino al 30 settembre 2003. La fase di rimozione della colonna vertebrale, praticata a tutti i bovini macellati di età superiore ai 12 mesi, ha comportato e comporta seri problemi per i tecnici di macellazione e per il veterinario ufficiale dei macelli, che deve far rispettare le prescrizioni di cui al D.M. 29 settembre 2000. Gli inconvenienti che vengono riscontrati giornalmente, con la rimozione della colonna vertebrale, sono da imputare a:

• perdita di tempo notevole per la rimozione, con soste di mezz’ora per ogni colonna rimossa;

• perdita di tempo notevole per la rimozione nei laboratori di sezionamento e nelle macellerie, in quanto la rimozione deve essere effettuata in presenza del veterinario;

• danneggiamento della carne alla superficie di taglio dell’intera colonna, per manipolazione del prodotto fresco;

• rischio di contaminazione della carne per la produzione di trucioli discontinui, durante la rimozione con sega elettrica;

• rischio di intaccare il midollo con la rimozione manuale;

• rischio esponenziale dei tecnici della macellazione;

• rischi di natura igienico-sanitaria;

• costi aggiuntivi per la macellazione (il materiale specifico a rischio è a totale carico dello Stato o dei macellatori).

Gli inconvenienti citati possono essere eliminati con la tecnica di rimozione del midollo spinale e della dura madre prima, che l’animale venga diviso in mezzene. I vantaggi derivanti da tale tecnica sono i seguenti:

• reintegro della colonna vertebrale;

• prevenzione e tutela della salute a favore dei consumatori;

• migliori garanzie di sicurezza ed incolumità dei tecnici della macellazione;

• la carne non viene manipolata a fresco e pertanto subisce una migliore conservabilità e pregevolezza;

• migliori condizioni igienico-sanitarie;

• recupero dei tempi morti;

• metodo efficace e di facile applicabilità, sia in campo nazionale che europeo;

• notevole riduzione dei costi per il materiale specifico a rischio (il peso di una colonna vertebrale si calcola intorno agli 8-9 chili, moltiplicato per 2,50 e/kg e per il numero degli animali macellati); questo aspetto fa da cassa di risonanza, poiché lo Stato prima e, successivamente, i macelli, con il disaccoppiamento, hanno anticipato le somme per tale rifiuto prodotto;

• maggiore credibilità in ambito europeo, in attesa della classifica della qualifica sanitaria;

• possibilità di ritorno della bistecca con l’osso (fiorentina).

In definitiva, i vantaggi che possono derivare con l’applicazione della tecnica di rimozione del midollo spinale, prima della suddivisione dell’animale in mezzene, fanno acquisire al nostro Paese 1 punto sanitario che ne vale 3: sanitario, economico e culturale (bistecca con l’osso), senza tralasciare l’aspetto della sicurezza dei lavoratori ed il recupero dei tempi morti.

Risoluzione presentata dalla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati il 15 febbraio

Il 15 febbraio 2003, in XIII Commissione veniva presentata dall’Onorevole Giuseppe Marinello la seguente risoluzione.

La XIII Commissione

premesso che:

• l’encefalopatia spongiforme rappresenta una delle malattie più insidiose per il bestiame (…);

• la malattia può interessare, laddove si manifesti, qualora non riconosciuta, interi allevamenti di bestiame;

• ha un tempo di incubazione piuttosto lungo e che non può essere monitorato nel decorso;

• lo smaltimento delle carcasse infette presenta un problema oggettivo;

• i materiali a rischio sono il cranio (…);

• si ritiene trattasi di zoonosi (…);

• la rimozione della colonna vertebrale comporta seri problemi per gli addetti alla lavorazione; dal lato sanitario si ha un danneggiamento della carne, dal lato commerciale la rimozione comporta, assieme a tutto il materiale specifico a rischio, dei costi aggiuntivi per la macellazione e la perdita della bistecca con l’osso;

• la catena di lavorazione nei macelli può esporre gli esseri umani al rischio del contagio;

• si rende necessario assicurare al consumatore ogni possibile garanzia (…);

impegna il Governo

ad assumere le più opportune iniziative, atte ad individuare il miglior metodo di asportazione e di distruzione dei materiali eventualmente infetti, valutando, oltre ai metodi esistenti, anche la tecnica di rimozione del midollo spinale e della dura madre effettuata prima della suddivisione dell’animale in mezzene ("metodo dell’acqua");

ad istituire un gruppo di ricerca che, in tempi ristrettissimi, indichi quali sistemi siano più idonei a garantire maggiormente la sicurezza sia degli operatori dei macelli, sia dei consumatori.

Mercoledì 30 luglio 2003, la XIII Commissione, presieduta da Giacomo de Ghislanzoni Cardoli, con intervento del Sottosegretario di Stato per la Salute, Cesare Cursi, si è riunita, per ridiscutere e decidere riguardo al "metodo dell’acqua (Piscopo-Gentile)" per la rimozione del midollo spinale e della dura madre. Inizialmente ha preso la parola il deputato di Forza Italia Giuseppe Francesco Maria Marinello, che ha illustrato la risoluzione in oggetto, volta a impegnare il Governo ad assumere le iniziative più opportune, al fine di individuare il miglior metodo di asportazione e distruzione dei materiali eventualmente infetti, valutando, oltre ai metodi esistenti, anche la tecnica, denominata "metodo dell’acqua", di rimozione del midollo spinale e della dura madre, effettuata prima della suddivisione dell’animale in mezzane. In sintesi, egli ha ribadito come il metodo dell’acqua presenti, rispetto ai sistemi di macellazione fino al momento praticati, basati su una rimozione puramente meccanica, indubbi vantaggi.

La rimozione del midollo spinale, infatti, avviene prima che l’animale sia suddiviso in mezzene, cosa che diminuisce i rischi di inquinamento del midollo stesso e fornisce maggiori garanzie sotto il profilo igienico-sanitario, evitando, altresì, il danneggiamento della carne, che rimane integra, e i costi aggiuntivi per la macellazione, derivanti dalla rimozione del midollo spinale e della dura madre; si ottiene, inoltre, una riduzione del materiale specifico a rischio.

Il sottosegretario Cesare Cursi, dopo parecchie osservazioni ed appunti, volti a ribadire l’efficienza del sistema sanitario e di prevenzione della salute, messi in atto dal Ministero della Salute e dagli altri organi preposti, fin dal 1996, anno in cui la problematica riguardante l’encefalopatia spongiforme bovina si è acutizzata, e dopo aver rimarcato anche l’appoggio al sistema italiano in sede di Unione Europea, ha affermato che, pur non potendo prescindere dalla rimozione della colonna vertebrale, l’Ispesl ritiene che il cosiddetto "metodo dell’acqua" presenterebbe, qualora davvero facilmente praticabile, come riportato dall’ideatore, vantaggi rilevanti nel ridurre al minimo la contaminazione delle superfici di taglio delle mezzene. Inoltre, dato non trascurabile, ai fini della tutela degli operatori, la tecnica in esame consentirebbe di evitare, nella fase di taglio delle mezzene, che la sega a nastro, passando nel canale midollare, determini la formazione di "spray" potenzialmente contaminati da tessuto nervoso.

Ha proseguito Curzi che "l’Istituto sottolinea, tuttavia, che quanto riportato nel proprio parere deriva, pressoché esclusivamente, da quanto affermato dall’ideatore del metodo nell’articolo sopra citato. Ne consegue che nessuna valutazione conclusiva può essere fatta in merito alla validità del metodo in termini sanitari e commerciali, senza che esso sia sottoposto ad attente prove che consentano di valutarne la rispondenza a quanto richiesto dalla normativa vigente. A queste osservazioni si sono uniformati gli altri esponenti della Commissione, rinviando al 30 settembre ulteriori decisioni. In quest’ultima seduta, il sottosegretario Cesare Cursi ha rilevato come da parte dell’Istituto superiore si Sanità e dell’Ispesl non siano intervenuti elementi nuovi in merito alla tecnica, denominata metodo dell’acqua, di rimozione del midollo spinale e della dura madre, effettuata prima della suddivisione dell’animale in mezzene. L’Ispesl, in particolare, esprime apprezzamento per il lavoro svolto dalla Commissione e ricorda che, con questa risoluzione, si intende tutelare anche i lavoratori del settore che più di altri vengono a contatto con le parti infette degli animali.

Sulla base di tali considerazioni il Governo non ha nulla in contrario a che la Commissione si esprima sulla risoluzione in questione.

Accolta e approvata in Parlamento un’importante risoluzione

sulla "Bse" presentata dal deputato forzista Marinello

Finalmente siamo all’ultimo capitolo di questa lunga kermesse: noi di "Eurocarni", che tra i primi abbiamo presentato, nell’agosto 2001, il sistema rivoluzionario ed efficace del dottor Alfonso Piscopo nel contrastare il propagarsi della "Bse", è con piacere che pubblichiamo il comunicato ufficiale, stringato ma molto significativo, della segreteria dell’onorevole Giuseppe Francesco Maria Marinello: "Accolta ed approvata dal Governo italiano un’importante risoluzione, sulla "Bse", presentata dal deputato forzista Marinello. Il riferimento è ai metodi di asportazione dei materiali infetti durante la macellazione di bovini, ovini e caprini che potrebbero essere contagiati dalla "Bse".

Con questa risoluzione si tutelano sia i lavoratori "a monte", che sono a contatto con le parti infette degli animali, che i consumatori "a valle", che potranno sicuramente usufruire di carni migliori e sicure. Da ricordare, infine, l’apprezzamento dell’Ispesl per il lavoro svolto, che ha riscosso anche il consenso dell’opposizione.

Marco Credi

Eurocarni
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