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Eurocarni nr. 12, 2003

Rubrica: Fiere
(Articolo di pagina 105)

Cibus Tec nel 2004 in Russia

Boom di visitatori professionali all’edizione 2003: +11,3%, 33.514 totali provenienti da tutto il mondo. Si fanno avanti i paesi emergenti: Brasile, Russia, Cina, area del Magreb, India

 

 

"Nei primissimi mesi del prossimo anno esporteremo anche Cibus Tec in Russia". Con questo annuncio il presidente di Fiere di Parma Domenico Barili ha chiuso l’edizione 2003 di Cibus Tec. Un’edizione boom che ha portato a Parma poco meno di 34.000 visitatori professionali — le cifre ufficiali, per l’esattezza, parlano di 33.514 — provenienti da oltre 100 nazioni. Un +11,3% rispetto all’edizione di due anni fa, "che conferma Cibus Tec — ha commentato Barili — leader assoluto mondiale nel settore della meccanica applicata all’industria alimentare…".

A queste cifre record, poi, vanno aggiunte quelle che riguardano il numero degli espositori, 1.018, i metri quadrati occupati dagli stand, 100.000, i padiglioni impiegati, 6, l’intero quartiere fieristico, i delegati esteri ufficiali, 101 in rappresentanza di 12 Paesi, che già alla vigilia avevano preannunciato questo successo dell’edizione 2003 di Cibus Tec.

Sul fronte del business va sottolineato l’incremento, in termini assoluti e di valore, delle trattative concluse dalle aziende espositrici: più visitatori negli stand, disposti a spendere di più rispetto al recente passato. Sul versante degli acquirenti forte presenza di nazioni emergenti, Russia e Brasile su tutte — Paesi in cui Fiere di Parma ha in atto già da tempo strategie di promozione del Made in Italy — ma anche Cina, area del Magreb, India.

"Devo sottolineare con piacere — ha constatato Barili — l’estrema professionalità delle delegazioni estere che abbiamo ospitato in questa edizione di Cibus Tec. Tutto questo testimonia quanto Fiere di Parma sia indirizzata verso l’internazionalizzazione: nei primi mesi del 2004 porteremo anche la tecnologia alimentare in Russia. Poi sarà la volta dell’alimentare, a luglio di nuovo a Mosca e a novembre in Brasile. E nel 2005 Cibus potrebbe sbarcare a New York".

Indagine di Astra-Demoscopea: per il 90% degli italiani

il packaging è garanzia di sicurezza e qualità

"Il 90 per cento degli italiani adulti ritiene che il packaging sia uno dei fattori-chiave di garanzia della sicurezza e della qualità di ciò che mangiamo e di ciò che beviamo. Il packaging conta molto per la gente in quanto indica il prodotto e la marca, contiene il prodotto, lo protegge, ne garantisce le caratteristiche organolettiche. Inoltre, può essere bello, può offrire comodità e praticità, può dare prestigio, può invogliare all’acquisto, dà informazioni indispensabili e consigli utili; c’è anche chi lo ritiene divertente, in grado di suscitare emozioni come la nostalgia del passato o il senso di appartenenza e, a volte, dopo che è stato usato il contenuto viene utilizzato per altri scopi".

è quanto ha riferito il sociologo Enrico Finzi, presidente di Astra-Demoscopea, nel corso del convegno organizzato nell’ambito di Cibustec a Fiere di Parma da Tetra Pak e moderato dal giornalista de Il Sole 24ore Nicola Dante Basile, commentando i risultati di una ricerca sull’atteggiamento degli italiani nei confronti della sicurezza e della qualità dei prodotti alimentari e sul ruolo attribuito alla confezione.

Dalla relazione di Finzi è emerso anche che il concetto di riciclabilità dei vari materiali utilizzati per il packaging è nota alla maggioranza degli italiani, addirittura al 94% degli intervistati per quanto riguarda il vetro e la carta, al 92% per quanto riguarda la plastica e al 71% per quanto riguarda l’alluminio.

Nel suo intervento di apertura del convegno il presidente di Tetra Pak italiana, Paulo Nigro, ha spiegato come proteggere la bontà dei prodotti alimentari implichi applicare la massima cura in tutte le fasi del loro ciclo di vita dal trattamento al confezionamento, alla distribuzione fino al consumo finale.

"Per garantire la sicurezza e proteggere la bontà delle decine di miliardi di litri processati attraverso la pastorizzazione, la sterilizzazione e la microfiltrazione — ha detto fra l’altro Paulo Nigro — Tetra Pak si avvale di complesse e sofisticate strutture di ricerca, laboratori e centri di sperimentazione".

Parlando del rapporto fra imballaggi e protezione dell’ambiente, Sergio Stagni della direzione qualità di Coop Italia, dopo aver riferito che molti degli alimenti prodotti con il marchio Coop utilizzano contenitori forniti da Tetra Pak, ha illustrato i progetti di compatibilità ambientale come, ad esempio, la realizzazione di un sacchetto di carta riciclata proveniente da cartone per bevande.

Dopo l’intervento a carattere tecnico di Luciano Piergiovanni, ordinario di tecnologie del condizionamento e della distribuzione dell’Università di Milano, sugli effetti negativi della luce sulle caratteristiche nutrizionali e sensoriali degli alimenti, ha preso la parola il presidente di Comieco, Piero Capodieci che, a proposito dell’appropriazione dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, ha affermato, "Nel caso della produzione e della commercializzazione dei beni di consumo diventa essenziale non solo abbracciare l’intero ciclo produttivo e di distribuzione ma anche seguire gli aspetti di fine vita dei residui".

Meat day e convegno sull’etica e formazione

La giornata conclusiva della rassegna ha riservato appuntamenti di grande interesse e primaria importanza. Sala dei 300 gremita di operatori del settore per il convegno organizzato da Fiere di Parma e dall’ASS.I.CA l’Associazione nazionale degli Industriali delle Carni, sul tema "Etichettatura e pubblicità dei prodotti alimentari" focalizzato, nella sua seconda parte, su "novità, strategie ed adempimenti del settore carni".

Al convegno, presieduto dal segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori Vincenzo Dona, hanno partecipato qualificati ed autorevoli relatori, tra cui autorità comunitarie e nazionali ed esperti di diritto pubblicitario: Patrick Deboyser, capo dell’unità legislazione alimentare e biotecnologie della Commissione Europea e professore del collegio europeo di Parma; Giuseppe De Giovanni, della direzione generale per lo sviluppo produttivo e la competitività del Ministero per le attività produttive; Francesco Basile, direttore ufficio segreteria generale dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato (Antitrust); Vincenzo Guggino, segretario generale dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria; Davide Barchi, dell’Assessorato all’agricoltura della Regione Emilia Romagna; Rubens Pedrielli, responsabile del comparto conserve di carne della Stazione Sperimentale per l’industria delle conserve alimentari di Parma.

Il convegno, che ha caratterizzato il Meat Day, la terza giornata tematica dedicata alla carne dopo quelle dedicate al pomodoro e al latte, ha rappresentato un importante momento di riflessione e di approfondimento sui diversi aspetti dell’etichettatura, presentazione e pubblicità delle carni e dei prodotti a base di carne.

In apertura della prima parte del convegno Vincenzo Dona ha ribadito che i consumatori, soprattutto per quanto riguarda i prodotti alimentari, chiedono con sempre maggiore insistenza, garanzie e informazioni sulla provenienza ,sui valori nutrizionali e sulle qualità organolettiche di cibi e bevande, attraverso etichette che devono essere sempre più chiare e complete.

"Purtroppo — ha dichiarato —attualmente, a livello europeo, l’obbligo di etichettatura, il principale strumento attraverso il quale si assolve ai requisiti specifici imposti in materia di rintracciabilità, riguarda soltanto il pesce, la carne bovina e i prodotti ortofrutticoli. Sono allo studio norme per l’etichettatura del latte e dei suoi derivati".

Con i loro interventi, ricchi di preziose informazioni tecniche e di interessanti anticipazioni su quanto viene discusso sia a livello europeo sia a livello nazionale (è stato presentato, in anteprima, l’estratto riguardante il settore carni della circolare applicativa già firmata dal Ministro delle Attività produttive Antonio Marzano e di prossima pubblicazione), i relatori che si sono succeduti al podio, hanno ribadito che l’obiettivo delle norme che disciplinano l’etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari è quella di mettere in grado i consumatori di effettuare le loro scelte in modo sempre più consapevole. Per avere un’idea dell’importanza del settore carni nell’economia nazionale, bastano pochi dati statistici. Nel 2002 l’industria delle carni si è confermata la più importante all’interno del comparto alimentare con un fatturato di oltre 15 miliardi di euro (+0,6%), di cui ben 7,3 derivanti dalla produzione di 1,2 milioni di tonnellate di prodotti trasformati a base di carne (+0,8%). Ma ci sono notevoli margini di crescita, se si pensa ai consumi: negli ultimi dieci anni, il mercato italiano è rimasto sostanzialmente stabile (-0,4%). In particolare, nel 2002 sono stati consumati 4.811 tonnellate di carne contro le 4.830 del 1992. Il consumo medio è passato da 84 kg pro-capite a 82,9 kg registrati lo scorso anno, una quantità ancora molto lontana rispetto a quanto fatto segnare dai vertici di consumo raggiunti da Spagna (107 kg) e Danimarca (106,2 kg).

Se si guarda al consumo delle singole carni, nel 2002 gli italiani hanno mangiato in media 30 kg di carne suina a testa, 22,1 kg di bovina e 19,9 kg di pollame. Tra queste, la carne suina ha registrato il maggior incremento negli ultimi dieci anni (+11,1%), a fronte di una modesta crescita del pollame (+2,5%) e un brusco calo delle bovine (-13,5%), quest’ultime penalizzate sia nel 1996 che nel 2001 dall’emergenza BSE.

Nella stessa giornata si è tenuto anche il convegno di ACIPAC, Associazione Italiana per la Conoscenza del Processo Alimentare e del Confezionamento, focalizzato sul tema "La tecnologia alimentare italiana di fronte alla triplice sfida: il  mercato, la formazione, l’etica". All’incontro hanno partecipato oltre a Roberto Chiapponi, presidente ACIPAC, Cecilia Preziuso dell’Unesco, Filippo Guarneri dell’ICE, Mario Bertolini, presidente onorario AIDA-Bruxelles, Giovanni Galizzi, già ordinario di Economia e Politica agraria dell’Università S. Cuore di Piacenza, Padre Arnaldo De Vidi, Istituto Saveriano Missioni Estere.

Nel corso del convegno, finalizzato a promuovere l’immagine e gli obiettivi dell’ACIPAC, costituita di recente su base inter-comparto, sono stati presentati i risultati di uno studio specifico sulle attuali carenze dei principali paesi più bisognosi di azioni formative e potenzialmente più aperti a programmi di crescita e sviluppo, accompagnati da progetti di azioni concrete.

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