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Eurocarni nr. 12, 2003

Rubrica: Convegni
Articolo di Credi M.
(Articolo di pagina 79)

Rete Café, “Focus sullo sviluppo dell’industria agroalimentare in Europa”

 

 

Si è chiuso a Mantova il percorso di studio e confronto avviato nell’ottobre 2001 a Limerick dalla Rete Café (Consortia for Agri-Food Europe), il network tematico finanziato dalla Commissione Europea all’interno del "Programma Innovazione e PMI", che ha raggruppato 16 autorità e organizzazioni regionali del continente, per il miglioramento della resa economica e della competitività dell’industria agro-alimentare, a livello locale.

La conferenza ha riesaminato il lavoro della Rete Café ed ha presentato formalmente il report sulla "Rete Tematica Café".

Rete Café, come detto, è una rete pan-Europea di 16 regioni in Europa che hanno collaborato in partnership con le industrie agroalimentari delle loro regioni per migliorarne la performance economica e la competitività. Rete Café si è occupata di temi quali: i rapidi cambiamenti tecnologici, pressioni commerciali e regolatorie, sostenibilità ambientale e cambiamenti negli atteggiamenti verso la salute e l’alimentazione.

La conferenza, a cui hanno partecipato le rappresentative delle Regioni europee aderenti al network, i delegati della Commissione Europea e di altre Regioni, ha fatto il punto del lavoro svolto dalla Rete Café negli ultimi due anni di attività.

 


 

 

Al centro dell’incontro, i programmi di supporto, sviluppati dai membri della rete, volti ad assistere le imprese alimentari delle loro regioni nel cammino verso l’acquisizione di maggiore competitività e successo. I progetti, elaborati specificatamente per le piccole e medie imprese, hanno sviluppato nuovi prodotti, individuato nuovi mercati e, soprattutto, raccolto le sfide del XXI secolo attraverso tre chiavi di lettura: salute, sicurezza e sostenibilità.

I risultati dell’indagine di Rete Café, fondata sul confronto di esperienze diverse e sulla collaborazione interregionale, resi pubblici durante la giornata, sono disponibili sul sito internet www.cafe-europe.net.

Le regioni che hanno aderito al programma sono: Tirol e Salzburg per l’Austria; Cipro; Turingia per la Germania; Castilla y Lion per la Spagna; Estonia; South Transdanubia e West Pannon per l’Ungheria; l’Est-Lombardia per l’Italia; Shannon per l’Irlanda; Nord Brabant e Arnhem Nijmegen per l’Olanda; Mid Norway per la Norvegia; Wielkopolska per la Polonia; East of England e Yorkshire & The Humber per la Gran Bretagna.

Gli obiettivi, su cui Rete Café ha particolarmente incentrato il suo lavoro, sono risultati essere:

• l’analisi dell’industria agro-alimentare nelle regioni di riferimento;

• il censimento degli attuali servizi di supporto all’innovazione;

• l’individuazione e la condivisione di strategie innovative e di aree prioritarie su cui intervenire;

• l’identificazione delle opportunità per una cooperazione trans-regionale;

• una piattaforma tra pubblico e privato nel supporto alla ricerca;

• lo sviluppo di una metodologia per il rafforzamento della resa economica che sia applicabile anche ad altri settori produttivi.

Sintesi dei risultati della ricerca

Il settore agroalimentare (agricoltura, trasformazione del cibo e distribuzione al dettaglio) è uno dei mercati più importanti d’Europa. La sua industria soddisfa la più ampia richiesta di occupazione del continente, contribuisce alla salute e al livello di welfare della popolazione ed alimenta enormi quote dell’esportazione di prodotti europei nel mondo.

L’agroalimentare opera in un contesto di forte cambiamento. A modificare gli scenari stanno contribuendo vari fattori: la globalizzazione dei mercati, l’erosione delle barriere al commercio, l’esigenza di una "sicurezza alimentare", la maggiore consapevolezza da parte del consumatore, la crescente attenzione per l’ambiente, l’aumento della domanda di prodotti biologici, i mutamenti degli stili alimentari, lo sviluppo tecnologico e la diversificazione del mondo rurale.

Dagli studi svolti, è emerso che molte piccole e medie imprese del settore non sono ancora in grado di far fronte all’innovazione e alle mutate richieste del mercato, perché si fondano ancora su una filosofia di lavoro tradizionale. È il caso delle regioni alpine, della Norvegia centrale, di Cipro dove emerge l’esigenza di mettere in campo azioni di marketing, promozione e internazionalizzazione più adeguate, quali l’etichettatura e la difesa del marchio.

Ma esistono anche regioni fortemente urbanizzate e industrializzate, come quelle olandesi e inglesi, dove le questioni prioritarie sono la riconquista della fiducia da parte del consumatore, la tracciabilità e l’adeguamento alle norme comunitarie.

Tra le priorità individuate da tutti i membri figurano in primo piano:

• lo sviluppo di nuovi prodotti (cibi pronti o confezionati con costi contenuti, buoni livelli nutrizionali ed elevati standard di sicurezza);

• l’apertura di nuovi mercati;

• la sostenibilità (dalle tecniche di confezionamento alla durata dei prodotti, dalla gestione dei rifiuti all’utilizzo delle biomasse e dell’energia nel ciclo produttivo);

• la conoscenza delle normative su salute e sicurezza;

• la ricerca e lo sviluppo della conoscenza.

Marco Credi

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