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Eurocarni nr. 12, 2003

Rubrica: Economia e Politica Comunitaria
Articolo di Ventura S.
(Articolo di pagina 11)

La riforma della PAC e il mercato delle carni bovine

 

 

Il 29 settembre scorso il Consiglio dell’Unione Europea riunito a Bruxelles ha adottato formalmente i sette regolamenti relativi alla riforma della PAC, che erano stati oggetto di un accordo politico nel mese di giugno a Lussemburgo.

Rispetto alle proposte iniziali1 le principali modifiche introdotte nel settore delle carni bovine riguardano il disaccoppiamento dei premi previsti dal regolamento (CE) n° 1254/19992.

Innanzitutto, ogni Stato membro potrà scegliere la data d’inizio del disaccoppiamento dei pagamenti diretti.

Tale scelta, da effettuare entro il 31 luglio 2004, è "limitata" a tre date: 1° gennaio 2005, 1° gennaio 2006 e 1° gennaio 2007.

Inoltre, anche se il disaccoppiamento totale resta la regola generale, gli Stati membri potranno decidere, per taluni aiuti, di applicare un disaccoppiamento parziale. Infine, nel settore delle carni bovine, gli Stati membri potranno mantenere l’accoppiamento, totale o parziale, dei seguenti premi:

a) fino al 100% del massimale finanziario3 il premio all’abbattimento dei vitelli4;

b) fino al 100% del massimale il premio per le vacche nutrici e fino al 40% il premio all’abbattimento dei bovini diversi dai vitelli;

c) fino al 100% del massimale il premio all’abbattimento dei bovini diversi dei vitelli;

d) fino al 75% del massimale il premio speciale per i bovini maschi.

Le opzioni b), c) e d) non sono cumulabili, l’una esclude le altre, ma ciascuna di esse è cumulabile con l’opzione a).

È facile comprendere le ragioni politiche che hanno motivato queste modifiche alla proposta iniziale della Commissione europea, che prevedeva un sistema unico di "sostegno disaccoppiato" del reddito di ciascuna azienda.

Ma è altrettanto agevole concludere che è estremamente difficile — per non dire "impossibile" — prevedere oggi quella che sarà l’evoluzione del mercato delle carni bovine in Europa.

È opportuno ricordare che già le previsioni stabilite dalla Direzione generale dell’agricoltura della Commissione nel giugno 20025 e aggiornate nel dicembre successivo6 erano state modificate nel marzo 20037 in seguito alle proposte di riforma della PAC.

Secondo le previsioni del 2002, la produzione di carni bovine dovrà raggiungere il suo minimo nel periodo 2005-2006 (grosso modo 7.560.000 tonnellate) per poi aumentare leggermente (fino a 7.640.000 tonnellate nel 2009).

Nello stesso periodo il consumo dovrà seguire un’evoluzione pressoché parallela sicché, tenuto conto anche di una relativa stabilità delle importazioni e delle esportazioni, il mercato comunitario dovrebbe essere caratterizzato da un equilibrio quasi perfetto tra l’offerta e la domanda.

Nel marzo 2003, la stessa Direzione generale dell’agricoltura aveva aggiornato le sue previsioni in seguito alle proposte di riforma della PAC.

Infatti l’introduzione del disaccoppiamento degli aiuti dovrebbe esercitare un notevole impatto nel settore delle carni bovine.

La produzione, dopo un leggero aumento nel breve periodo (2004-2006), dovuto alla riduzione del numero dei capi, dovrebbe diminuire progressivamente dal 2007 al 2009 (fino a 7.430.000 tonnellate).

Parallelamente i prezzi, dopo un calo relativamente importante nel periodo 2004-2006, dovrebbero aumentare drasticamente nelle tre annate successive (rispettivamente +4,9, +6,6 e +7,1%).

Contemporaneamente, il consumo interno dovrebbe ridursi leggermente (da 7.485.000 tonnellate nel 2004 a 7.404.000 tonnellate nel 2009). Quanto agli scambi con i paesi terzi, le esportazioni nette dovrebbero diminuire progressivamente da 282.000 tonnellate (nel 2004) a 99.000 tonnellate (nel 2009).

Il testo adottato dal Consiglio rischia di sconvolgere queste previsioni.

Il futuro del mercato delle carni bovine in Europa era, infatti, già legato a taluni fattori ancora incerti, quali le conseguenze dell’allargamento dell’Unione e i risultati del nuovo negoziato in seno all’OMC.

A questi fattori si aggiunge, ora, la grave incertezza che deriva dalle possibilità di scelta, attribuite ad ogni Stato membro, tra disaccoppiamento e accoppiamento dei premi.

Se si tiene conto del numero degli Stati membri e delle opzioni previste, gli scenari possibili sono molteplici e le loro conseguenze sul mercato notevolmente diverse. Un solo esempio dovrebbe bastare. Supponiamo che la Francia scelga l’opzione b), vale a dire l’accoppiamento del premio per le vacche nutrici (e il disaccoppiamento parziale del premio all’abbattimento dei bovini diversi dai vitelli) e che l’Italia scelga le opzioni a) ed e), vale a dire l’accoppiamento totale dei premi all’abbattimento. In tal caso si dovrebbe avere un rafforzamento della tendenza alla specializzazione dei rispettivi allevamenti.

Ma una tale previsione è suscettibile di errori nella misura in cui non si terrebbe conto delle scelte fatte, per esempio, dalla Germania e dall’Olanda.

In conclusione, si deve purtroppo constatare che il compromesso politico del giugno scorso ha vanificato il tentativo di semplificazione del regime dei premi nel settore delle carni bovine.

Esso ha reso praticamente impossibile la formulazione di previsioni sull’andamento del mercato.

Esso, infine, rischia di provocare una burocratizzazione ancora più spinta dell’attività produttiva e un appesantimento degli oneri gravanti sugli organi di controllo.

Sergio Ventura

Note bibliografiche

1 Documento COM, (2003) 23, del 21 gennaio 2003.

2 Premio speciale, premio di destagionalizzazione, premio per vacca nutrice (compresi il premio versato per le giovenche e il premio nazionale supplementare per vacca nutrice, purché cofinanziato), premio all’abbattimento, pagamento per l’estensivizzazione e pagamenti supplementari.

3 Corrispondente alla media annuale degli importi percepiti da un produttore nel periodo di riferimento, che comprende gli anni civili 2000, 2001 e 2002.

4 Si deve notare che, a partire dal 1° gennaio 2005, i vitelli aventi diritto al premio dovranno avere meno di otto mesi (il limite è attualmente di sette mesi) e una carcassa di peso inferiore a 185 kg (invece dei 160 kg previsti attualmente).

5 CAP Reports, Prospects for agricultural markets 2002-2009, June 2002.

6 Idem, Update for EU markets, December 2002.

7 Impact Assessment of the CAP reform proposals, Impact analysis, March 2003.

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