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Eurocarni nr. 8, 2001

Rubrica: Enti e associazioni
(Articolo di pagina 95)

Nino Andena nuovo presidente AIA

Cambio della guardia al vertice dell'Associazione Italiana Allevatori


Nino Andena.

L’allevatore lodigiano Nino Andena, 50 anni, laureato in medicina veterinaria all’Università di Milano, è il nuovo presidente dell’Associazione Italiana Allevatori per il triennio 2001/2004.

Lo ha eletto all’unanimità il Comitato Direttivo dell’AIA — scaturito dall’ultima Assemblea dei Soci — riunitosi a Roma giovedì 17 maggio 2001, che ha provveduto anche alla nomina dei quattro vicepresidenti: Giacomo Galli, Maurizio Garlappi, Stefano Genco, Giuseppe Pantaleoni, che lo affiancheranno alla guida dell’Organizzazione.

Andena, che riceve il testimone da Andrea Belloli al vertice dell’Associazione dal 1998, è il sesto presidente nella ultracinquantennale storia dell’AIA, guidata dalla sua fondazione (20 agosto 1944) da Roberto Calabresi dal 1944 al 1950; da Tommaso Corsini dal 1952 al 1964; da Carlo Venino dal 1964 al 1989 e da Palmiro Villa dal 1989 al 1998.

Nino Andena, sposato e padre di due figli, è nato il 10 gennaio 1951 a Bertonico, in provincia di Lodi, dove vive e conduce, fin da giovane, l’allevamento "Frisia" in Cascina Brusada di Sotto — circa trecento vacche da latte di alta genealogia e di eccellenti prestazioni produttive — prima azienda da latte in Italia ad aver ottenuto la certificazione di qualità ISO 9002. Già presidente della Cooperativa Produttori Latte di Codogno (Lo), integratasi successivamente in Consorzio Produttori Latte di Peschiera Borromeo, per cinque anni presidente dell’Istituto Sperimentale Lattiero-Caseario di Lodi, consigliere dell’Apa di Milano-Lodi, presidente Aprolami, Nino Andena, tra i suoi più importanti incarichi, ha ricoperto, dal 1995 al 1999, anche la carica di presidente Unalat e di consigliere e vicepresidente AIA.

Dal 1997 presidente della Federazione regionale lombarda Coltivatori Diretti, dal 2001 è anche vicepresidente nazionale Coldiretti.

Nell’assumere l’incarico il neo Presidente AIA ha ringraziato tutti i componenti del Comitato Direttivo per la fiducia accordatagli ed ha espresso stima e gratitudine per l’azione costruttiva e meritoria svolta in questi ultimi difficili anni dal presidente uscente Andrea Belloli.

In attesa di rendere ufficiali, a breve, le principali linee programmatiche del suo mandato, Andena ha comunque assicurato da subito il massimo impegno dell’AIA e suo personale ad operare con spirito unitario e tenacia per il rilancio della zootecnia nazionale nel suo complesso e per il consolidamento del Sistema integrato degli allevatori italiani, sia sotto l’aspetto tecnico che economico-organizzativo.

Progetto organico per il rilancio

Le ripetute emergenze che si sono verificate — ha dichiarato il Presidente dell’AIA — rendono evidente la funzione strategica che il settore zootecnico svolge nella costituzione di un rapporto di fiducia tra imprese agricole e società civile. Per questa ragione occorre avviare al più presto un progetto che miri a dare prospettiva strategica alle imprese ed a rispondere al bisogno di sicurezza dei consumatori.

Obiettivi che devono essere colti — ha precisato — attraverso una riforma del Sistema zootecnico nazionale ed un profondo ripensamento sul futuro degli Enti strumentali a servizio degli allevatori.

Un progetto organico per il rilancio e la riorganizzazione dell’Associazione Italiana Allevatori deve traghettare l’attuale struttura ad una realtà di "sistema a rete", che garantisca il coordinamento tecnico ed organizzativo di tutte le Associate.

Le priorità della nuova Presidenza

Tra le altre priorità indicate da Andena anche la necessita di ricreare nelle aziende condizioni di certezza operativa e di redditività economica, stravolte dalle già ricordate emergenze che hanno messo a dura prova l’intero comparto zootecnico nazionale ed a serio rischio gli investimenti e i risultati di decenni di attività selettiva nel nostro Paese. Altri punti salienti del suo impegno: valorizzazione economica della qualità, tracciabilità ed etichettatura dei prodotti, completamento dell’anagrafe zootecnica, rafforzamento dell’unità all’interno del Sistema allevatori e con le altre componenti della filiera, al fine di recuperare la piena fiducia dei consumatori sulla sicurezza alimentare delle produzioni zootecniche.

Il neo Presidente dell’AIA ha inoltre sostenuto la necessità di uno sforzo corale dell’intero mondo agro-zootecnico, non solo per superare le emergenze, ma anche per cogliere le nuove opportunità di sviluppo che si delineano per il nostro allevamento nel contesto socio-economico generale del Paese, di cui la zootecnia è parte integrante.

Ha infine rivolto un sincero augurio di buon lavoro al futuro Governo ed al nuovo Parlamento, invitandoli a mettere al centro della loro attenzione anche le problematiche del settore zootecnico e agroalimentare, cui assicurare con tempestività ed efficacia i sostegni economico-legislativi in grado di contenere i costi, migliorare la funzionalità della Pubblica Amministrazione e tutelare, anche sui mercati internazionali, la qualità e la specificità dell’impareggiabile patrimonio del "made in Italy" agroalimentare, al cui sviluppo è legato sempre più anche quello complessivo dell’agricoltura e della zootecnia italiana.

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