Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 8, 2001

Rubrica: Produzione
Articolo di Ferrari F.
(Articolo di pagina 30)

Da Montichiari: 10 e lode al vitello

Masserdotti: un moderno allevamento di vitelli

“Della carne di vitello in modo particolare, ma di tutta la carne si può essere sicuri. Specialmente dopo i controlli e i super controlli che hanno riguardato ogni fase di lavorazione, dall’inizio fino al consumo. Il fatto grave è che tutto quello che è successo, anziché circoscrivere il problema intervenendo con efficacia e chiarezza, ha creato allarmismi spesso ingiustificati, e comunque esagerati, che hanno fatto scendere la domanda a livelli preoccupanti… e la cui ripresa è ancora lenta. Anche se finalmente pare stia ritornando la fiducia”.

Siamo in un moderno allevamento di vitelli a Montichiari in provincia di Brescia e così parla Beitse Bonnen, un olandese che vive e lavora da anni in Italia, esperto e imprenditore nel campo dei mangimi, allevatore, nonché uno dei promotori del Consorzio Italiano del Vitello di Qualità.

"Quanto è successo — continua Bonnen — ha colpito duramente un settore che si è sempre comportato bene. A volte per colpa di pochi e, nel caso recente, per avvenimenti come Mucca Pazza e Afta, tanti, troppi, ne pagano le conseguenze. Ma visto che non si può tornare indietro e visto come l’intero comparto si sia impegnato a fondo a riorganizzarsi, a dotarsi di più moderne tecnologie, di rendere trasparente ogni passaggio di filiera, mai veramente come in questo momento l’offerta italiana di carne è stata così curata e garantita".

Un commento? Bene a sapersi e giusto ripeterlo!

Con i presenti, tutti addetti ai lavori, che ci accompagnano nella visita all’Allevamento dei fratelli Masserdotti, Mauro e Oscar, non possiamo che fare il punto sul mercato del vitello a carne bianca.


In alto: Franco Ferrari, nostro collaboratore, con Roberta
Rocca Masserdotti, durante la visita agli stabilimenti.
In basso: esemplari di vitelli certificati e controllati all’origine.

"Un mercato — interviene subito Mauro — ormai in grado di assicurare certezze al consumatore, grazie a perfezionate tecniche d’allevamento, a mangimi selezionati, arricchiti di fibre, a testati schemi alimentari e a strutture più consone e razionali che accrescendo da una parte il benessere dell’animale portano, dall’altra, al consumo una carne più consistente, più proteica, salubre e digeribile".

A questo punto il discorso si fa europeo. Vengono ricordate le nuove norme che stanno progressivamente modificando il mondo dell’allevamento soprattutto nell’area alimentazione, finora legata a mangimi a base di latte magro il cui costo crescente, unito alla diminuzione delle scorte in sede comunitaria, ha aperto la strada a complementari e, stando ai risultati, altrettanto efficaci menù dietetici per i vitelli da carne (si veda l’articolo "Fibra nella dieta del vitello da carne" del nostro collaboratore Velello Muratori a pag. 67).

Si tratta di combinati di fibre, cereali, a base di siero di latte in polvere già applicati con successo dagli allevatori olandesi.

Ricerca e innovazione dunque consentono, ed è loro prerogativa, di migliorare il prodotto dando più qualità e carica nutrizionale alla carne in generale e a quella di vitello in particolare,come ci confermano anche gli amici esperti di Montichiari.

Su tali presupposti ci si augura perciò qui, e non solo qui, che il ritorno alla carne sia totale anzi che aumenti proprio a seguito, e a riconoscimento, di questa seria riflessione costruttiva che il settore ha fatto per sé e per il consumatore.

E c’è chi vuole andare oltre. Come il nostro Mauro Masserdotti che convinto com’è che si possano abbinare le conquiste della scienza e della tecnica alla tradizione, vorrebbe un giorno non lontano presentarsi sul mercato con un proprio marchio, aprirsi cioè una nicchia firmata.

E perché no? Quando ciò che esiste è già ottimo…ben venga anche il di più!

Franco Ferrari

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