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Eurocarni nr. 3, 1998

Rubrica: Personaggi
(Articolo di pagina 63)

Il valore aggiunto al trend del tacchino

Il connubio tra convivenza e prestigio fa aumentare le quote di mercato della Heidemark, seconda azienda tedesca dopo la Noelke, specializzata in lavorazione di carne di tacchino

 


Bernd Kalvelage, direttore generale della Heidemark.

 

L’incremento del consumo della carne di tacchino in Europa tra il 1995 e il 1996 è stato del 4,8% per un equivalente di circa 4,4 kg di carne pro capite; incremento che in Germania ha rappresentato il 10%. Buone notizie, in special modo, per gli importatori di carne tedeschi, poiché la Germania, quando si parla di carne di tacchino, è autosufficiente solo per il 58%. La Heidemark, seconda azienda tedesca, dopo la Nölke, specializzata in lavorazione di carne di tacchino con qualcosa come 42.000 tonnellate di carni commercializzate, guarda a questi dati come a una sfida per incrementare la propria rapida espansione.

A supportare il giro d’affari del quartiere generale della Heidemark a Garrel, nella Bassa Sassonia, ci sarà prossimamente il nuovo stabilimento di Vahldorf di Sachsen Anhal, in una delle regioni più feconde della vecchia Germania orientale per il settore dell’allevamento avicolo.

Uno stabilimento, quello di Vahldorf, che sarà in grado di macellare due milioni e mezzo di volatili all’anno.

Altri centri di lavorazione sono già attivi nella stessa zona: riforniti da circa 800 tonnellate di carne alla settimana, proveniente dallo stabilimento di Garrel e destinati a quello che il managing director Bernd Kalvelage vede come uno dei mercati più floridi per la carne di tacchino, cioè il settore delle specialità gastronomiche.

Presso il vecchio centro di Garrel si concentrerà la produzione di carne fresca, mentre i nuovi stabilimenti si sono già fatti conoscere in breve tempo per la produzione di tacchino in gelatina, affumicato e per le specialità a base di carne e sughi. Si prevede che per il 2000 la Heidemark sarà inolte a pieno regime con la nuova fabbrica di mangime che provvederà alle forniture per 50 aziende fornitrici distribuite nel territorio circostante. Un investimento totale di 100 milioni di marchi (pari a US$ 55,5 milioni).

Bernd Kalvelage prevede un brillante futuro per i prodotti Heidemark nell’home market, ma dovrà considerare che i consumatori tedeschi sono piuttosto esigenti. La sua politica si orienterà perciò verso un’offerta di prodotti di alta qualità: si può parlare di beni di lusso sotto forma di specialità gastronomiche. Questo dovrebbe garantire il successo nella competizione con le carni importate e di bassa qualità, sostiene Kalvelage.

Ma per il mercato tedesco la qualità non è un fattore sufficiente. La produzione di carne di qualità deve essere supportata da elementi tangibili e concreti e dalla completa rintracciabilità della carne, dall’allevamento fino alla macellazione. La Heidemark ha risolto questo aspetto adeguandosi alla scala di valore-qualità certificata dall’AGF, l’ente nazionale tedesco a tutela della qualità della carne. Il programma AGF prevede controlli eseguiti da équipe indipendenti in tutti i centri di produzione e inoltre esige la certificazione che gli animali siano nati e allevati in Germania. Le dieci categorie della scala valore-qualità vengono applicate agli allevatori selezionati dalla Heidemark come propri fornitori, 60 nella zona occidentale della Germania a cui si aggiungeranno presto altri 50 allevatori nella parte orientale. Il contratto che vincola gli allevatori alla Heidemark prescrive che gli animali debbano essere cresciuti in condizioni igieniche e sanitarie ottimali, mentre alla Heidemark spetta il compito di produrre e fornire il mangime e assicurare il costante controllo veterinario.

Nei macelli Heidemark, i primi in Germania ad essere certificati ISO 9002 nel 1995, gli animali vengono macellati entro un giorno dal loro arrivo e la carne viene lavorata in celle a temperatura controllata per ridurre al minimo i cali di peso.

Bernd Kalvelage individua nell’"anonimato della carne" il principale fattore di sfiducia per il consumatore d’oggi. Ecco perché tutti i prodotti che escono dalla sua azienda devono essere marchiati non solo con l’etichetta di fabbrica ma anche con la certificazione AGF "nati e cresciuti in Germania".

La gamma di lavorazione della carne di tacchino è il fiore all’occhiello della Heidemark. Bernd Kalvelage riconosce che il successo risiede anche nell’efficace individuazione del target: tagli di tacchino pratici, facili da preparare e servire, confezionati in porzioni per una o due persone. Ecco il valore aggiunto ai prodotti della Heidemark. I prodotti pronti comprendono ali, tagli superiori e inferiori, tagli freschi o surgelati e molti prodotti sono pronti-da-servire come bistecche di tacchino, goulash, arrosti e spezzatini. Adatti ai menù estivi, la Heidemark offre otto diversi tagli di tacchino già pronti per il barbecue: bistecche fresche o marinate, ali marinate, salsicce e spiedini. Inoltre petti di tacchino arrosto ripieni di paprica, curry, funghi o frutta costituiscono le delicatessen proposte da Heidemark.

La Heidemark sembra quindi essere ben informata sulle abitudini dei consumatori tedeschi: infatti dal 1990 il giro d’affari è aumentato dell’8% all’anno, di pari passo con l’aumento del consumo nazionale di tacchino. Nel 1996 l’azienda ha registrato un fatturato di 320 milioni di marchi (pari a US$ 177,7 milioni) equivalente a un aumento del 14%; di questi, circa 60 milioni provengono dalla vendita delle specialità gastronomiche prodotte dal nuovo stabilimento di Vahldorf. Fatturati più che notevoli se si considera che la Heidemark è stata fondata nel 1969 e che ora copre circa il 20% della richiesta nazionale di prodotti a base di carne di tacchino. E riguardo alle specialità gastronomiche? Successo anche in questo settore: prodotte solo da pochi anni, oggi rappresentano già il 50% del fatturato dell’azienda tedesca.

(Meat International, Vol. 7, n. 7

Traduzione di Giovanna Pisi)

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