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Eurocarni nr. 3, 1998

Rubrica: Ridiamoci sopra
Articolo di Benimeo N.
(Articolo di pagina 13)

L'incredibile baratto

 

 

Ormai il 1º di aprile è alle porte e il "pesce" del 1998 assumerà le sembianze di mister MRS, ovvero dei materiali specifici a rischio dei bovini, ovini e caprini, che a far data dal giorno delle beffe dovranno essere distrutti. Per la decisione 97/534 CE i MRS sono:

— i crani con cervello e occhi inclusi di bovini, ovini e caprini di età superiore ai 12 mesi;

— le tonsille di bovini, ovini e caprini di età superiore ai 12 mesi;

— il midollo spinale di bovini, ovini e caprini di età superiore ai 12 mesi;

— la milza di tutti gli ovini e caprini.

Un bel pacchetto di roba, che però per il Comitato scientifico direttivo non è esaustivo.

Per il Comitato devono entrare a far parte dei MRS anche i polmoni, l’intestino e la colonna vertebrale.

Tra non molto entreranno a far parte dei materiali a rischio l’intera vacca e il contadino.

Tutto è opinabile quando mancano le certezze, figurarsi quando ci si avventura in un campo come quello della Bse dove di certo c’è solo la dimostrata e impunita irresponsabilità di politici e istituzioni.

Qualcuno però argutamente obietta che un provvedimento che coinvolgesse irrazionalmente tutto il territorio della Ue, e cioè paesi e/o regioni completamente indenni, paesi e/o regioni dove si sono verificati pochi casi di malattia "gestiti" con professionalità e tempestività come l’Italia, quindi a basso rischio, e infine paesi come la Gran Bretagna dove le cose sono state gestite a "minchia di segugio": sarebbe fuori da qualsiasi logica, in quanto punirebbe quei paesi, come il nostro, dove i servizi e le istituzioni hanno funzionato a dovere.

In poche parole gli "obiettori" chiedono con saggezza che, tenuto conto dell’entità dei rischi, si addivenga alla regionalizzazione e graduazione delle misure "contro i MRS".

Non è che per formulare la cosiddetta regionalizzazione e graduazione delle misure ci volesse una gran testa, c’ero arrivato anch’io, ma bisogna pur sempre accontentarsi e prendere quel che viene.

Ma non tutti sono d’accordo! Si oppone la Gran Bretagna, quella del… segugio. E come poteva essere altrimenti? Gli inglesi hanno il naso fino e hanno annusato l’affare che vogliono condurre in porto scimmiottando i napoletani: io ti do una cosa a te, tu mi dai una cosa a me!…

Lo scambio consisterebbe, da quel che si dice, nel monetizzare il loro consenso alla regionalizzazione con la riapertura delle esportazioni dei bovini e delle relative carni dall’Irlanda del Nord.

I britannici è una vita che picchiano sul tasto della revoca dei divieti di esportazione dei loro prodotti in conseguenza della Bse e, furbetti come sono, figuratevi se si lasciavano sfuggire una simile occasione.

Loro dicono che si tratta di una semplice transazione (anche il baratto è una negoziazione) la cui competenza travalica la burocrazia e investe la politica. Quella con la P maiuscola!

Per noi la regionalizzazione dei provvedimenti per l’utilizzo o meno dei MRS è un sacrosanto diritto mentre per loro la revoca dei divieti all’esportazione è una indecente forzatura.

Se non vi è alcun rischio alla riesportazione delle carni e dei bovini dal Nord Irlanda, non si capisce perché debba essere subordinata a fattori del tutto estranei. Se gli inglesi si sentono vessati dalla Ue non debbono inventare il do ut des, ma ripercorrere la strada degli organi giurisdizionali, anche se fino ad oggi hanno preso solo legnate.

Siamo tutti interessati alla normalizzazione degli scambi e delle produzioni a condizione che prioritariamente venga salvaguardato il diritto inalienabile della tutela della salute dei consumatori, altrimenti si sfocia nel più retrivo affarismo che è cosa ben diversa dal commercio e continuerà a piovere sul bagnato…

P.S. "Piove sul giusto e piove anche sull’ingiusto; ma sul giusto di più, perché l’ingiusto gli ruba l’ombrello" (Lord Bowen)

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