Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 2, 1998

Rubrica: La pagina scientifica
Articolo di Valpreda M.
(Articolo di pagina 91)

Italia, grande mercato di sbocco della zootecnia europea

 

 

Da noi arriva proprio di tutto: carne di ogni tipo, fresca e preparata, pesci, molluschi, crostacei, latte, formaggi, ma anche sperma, ovuli, embrioni e, destinate all’industria, quantità consistenti di materiale inusuale come budella, vesciche e peli animali. È quanto emerge dalla relazione del Ministero della Sanità, sull’attività degli Uvac, i 17 uffici periferici che si occupano di import-export comunitario.

Il flusso più significativo delle introduzioni riguarda gli animali vivi. Lo scorso anno, dalla sola Ue, sono arrivati, per rimpinguare i nostri allevamenti o per essere inviati direttamente al macello, ben 1.170.334 bovini e 1.755.160 suini. Tra i prodotti alimentari in testa alla classifica figurano le carni: 366.000 tonnellate di carne suina e 218.000 di carne bovina; più staccate le carni ovicaprine (7.135 tonnellate) ed equine (7.107 t), superate dalla selvaggina (13.412 t), vecchio e mai tradito amore dei buongustai nostrani. Rilevante anche l’introduzione di prodotti ittici: oltre 2 milioni di quintali tra cui oltre 400.000 di molluschi.

Ma, si domandano consumatori e allevatori, come funzionano i controlli sanitari su questa imponente massa di animali e merci che ogni giorno invade i nostri mercati? Si viaggia soprattutto sulla fiducia: le vigenti disposizioni comunitarie prevedono infatti che i controlli veterinari siano effettuati sul luogo d’origine.

Insomma chi riceve la merce si deve fidare, limitandosi a verificare che i documenti sanitari di accompagnamento siano in regola. Si possono anche eseguire controlli a sondaggio, stando però ben attenti a non creare discriminazione rispetto ai nostri prodotti. In altre parole non si può utilizzare l’arma sanitaria per coprire più o meno larvate operazioni protezionistiche. Ma anche numericamente i controlli sono pochi. Nel 1996 i veterinari delle Usl, su indicazione degli Uvac, hanno ispezionato 14.016 partite di animali e merci, pari al 3,9% del totale delle introduzioni della Comunità. Sotto torchio specialmente gli animali vivi: suini (20%), bovini (7%), ovicaprini e volatili da cortile (6%). Per le merci i controlli documentati e fisici sono integrati da analisi di laboratorio. I risultati? Lo scorso anno sono state rimandate al mittente 160 partite, circa l’1% delle controllate.

Più numerosi i riscontri di irregolarità formali, rimediate con la semplice correzione dei documenti compilati male.

Tutto bene, dunque? Non esattamente perché lo stesso Ministero esorta a non abbassare la guardia. Infatti alcune operazioni spettacolari di Nas e Finanza hanno confermato l’esistenza di organizzazioni specializzate nell’introduzione clandestina di animali con elusione totale dei controlli sanitari e fiscali. È una rete malavitosa attiva specialmente al Sud ma con ramificazioni in tutta la penisola, Piemonte incluso. Poi ci sono le cosiddette triangolazioni. Animali e prodotti, acquistati a basso prezzo e senza garanzie sanitarie, ad esempio nei paesi dell’Est che attualmente sembrano i più attivi in queste forniture, vengono poi disinvoltamente "nazionalizzati" in uno stato comunitario. Possono così circolare indisturbati con falsi certificati d’origine. Parte di questi inconvenienti potrebbero essere risolti quando finalmente entrerà in vigore il sistema informatizzato Animo, che consentirà di collegare in tempo reale tutte le stazioni sanitarie, rendendo più agevoli e mirati i controlli. In approvazione anche una legge che inasprisce le sanzioni per chi importa senza autorizzazione, deterrente sempre efficace per prevenire questa moderna forma di contrabbando.

Eurocarni
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Eurocarni:
Euro Annuario Carne
La banca dati Europea del mercato delle carni sempre aggiornata, utile strumento di lavoro per gli operatori del settore lavorazione, commercio e distribuzione carni.