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Eurocarni nr. 12, 1998

Rubrica: Leggi e decreti
Articolo di Fossato R.
(Articolo di pagina 23)

Gli sviluppi dell'Agenda 2000

Abbiamo già fatto (Eurocarni 11/98), sia pure sinteticamente, il punto della situazione sull’Agenda 2000 e, soprattutto, chiarito in maniera -speriamo- esplicita la posizione dell’Uniceb riguardo al settore bovino. Nello stesso articolo annunciavamo un incontro a Roma tra i responsabili della filiera bovina francese e quelli della corrispondente filiera italiana.
L’incontro ha avuto luogo il 29 settembre u.s. nella magnifica sala Paesaggi del Palazzo Rospigliosi, sede della Confederazione italiana dei coltivatori diretti.
La delegazione francese era composta dal signor Josef Daul, presidente della Federazione nazionale bovina francese (Fnb), presidente dell’Interbev e presidente del Copa-Cogeca, dal signor Renée Laporte, direttore della Cebv (Confederazione delle imprese di bestiame e carni) e dal signor Jan Louis Bignon, delegato generale dell’Interbev.
Per l’Italia hanno partecipato i rappresentanti delle tre Confederazioni a vocazione generale - Coldiretti, Confagricoltura e Cia - i rappresentanti della ConfCooperative e dell’Anca-Lega, quelli dell’Assalzoo, dell’Assocarni, dell’Unalcab, dell’Uniceb e dell’Azove.
Un funzionario dell’Ismea ha assistito alla riunione, fornendo gli ultimi dati sull’interscambio con la Francia.
Dopo il benvenuto agli amici francesi da parte del vicepresidente della Coldiretti sig. Pedroni, il segretario generale dell’Uniceb ha aperto i lavori facendo il punto sull’interscambio italo-francese di vitelli, di vitelli da ingrasso, di animali e carni bovine, sottolineando l’interesse reciproco del mantenimento dello stesso ed evidenziando la necessità assoluta di abbassare l’età (10 mesi) alla quale vengono concessi i premi per i bovini maschi, fatto questo stimato causa principale dell’aumento medio di peso degli animali da ingrasso forniti dalla Francia. Continuando tale trend gli ingrassatori nostrani passeranno al "finissaggio" di animali, con una permanenza in stalla sempre più breve.
Su questo importante argomento abbiamo trovato consensi unanimi da parte di tutti i presenti con l’impegno collegiale di presentare proposte comuni a Bruxelles in seno ai servizi della Commissione.
Secondo argomento affrontato è stato quello delle proposte della Commissione relative alla divisione degli aiuti dell’Unione Europea fra comunitari e nazionali nella misura, rispettivamente, del 70% e del 30%, al fine di dare la possibilità agli stati membri di annullare nel proprio ambito nazionale, almeno in parte, i gravi handicap causati dalla riforma Mac Sharry del 1992.
Sono noti a tutti i differenti atteggiamenti pro e contro l’enveloppe nazionale e non si può non riconoscere che esistono in entrambe le posizioni seri dubbi e riserve motivate. Hanno, quindi, preso la parola tutti i rappresentanti della filiera italiana esprimendo i loro punti di vista, con particolare riferimento anche a una proposta Anca-Lega che aveva avuto buona accoglienza presso alcune organizzazioni nazionali.
Di fronte a una precisa richiesta del segretario generale Fossato al signor Daul, quest’ultimo ha esposto una nuova proposta del tutto innovativa che si articola come segue:
a) attribuzione di un premio alle vacche nutrici con i meccanismi attuali, nella misura di 250-300 ecu/capo. Tale premio verrebbe assegnato a un numero di capi pari a quello attuale;
b) un premio per i capi avviati alla macellazione, differenziato a seconda della categoria di animale. Questo premio verrebbe pagato allíallevatore, sarebbe unico per tutta l’Unione europea ed esso ingloberebbe anche il premio concesso ai bovini maschi. In questo modo verrebbe abbandonato il complicato sistema di erogazione degli aiuti dei bovini maschi. La tipologia di allevamento estensivo non verrebbe penalizzata in quanto in sostituzione degli aiuti attualmente previsti potrebbe beneficiare di un intervento sottoforma di misure agro-ambientali;
c) mantenimento degli interventi per la distruzione dei vitelli (premio Erode);
d) da ultimo, interventi di mercato in caso di gravissima crisi sui prezzi.
Il signor Daul ha annunciato che la proposta verrà formalizzata e discussa con urgenza dal plenum del Copa-Cogeca e, successivamente, dovrebbe venire redatta e presentata alle istanze comunitarie.
La proposta francese, così fortemente innovativa, è stata accolta, in linea generale e come principio, con un unanime consenso di massa anche se tutti i presenti si sono riservati un esame approfondito sulle conseguenze economiche che potrebbero ripercuotersi sugli allevamenti del nostro paese.
L’Uniceb non ha perso tempo e con l’assistenza di emeriti e valorosi tecnici amici ha incominciato a fare delle ipotesi che porterebbero a un risultato economico migliore rispetto alle proposte dell’envelope nazionale; conteggi che per il momento riteniamo riservati e che quanto prima renderemo noti alle ditte associate interessate.
Non abbiamo mancato di sollecitare gli amici francesi di fare un ballon d’essai presso importanti personaggi a Bruxelles che non conoscono, a oggi, la proposta Daul.
Giova ripetere che i tempi sono piuttosto stretti e che la proposta dovrebbe essere presentata dai ministri agricoli di paesi "pesanti" unitamente ad altri ministri e che il tutto dovrebbe essere fatto entro e non oltre i prossimi mesi di novembre-dicembre.
Riteniamo necessario chiarire, onde evitare ogni possibile malinteso, che l’Uniceb è disposta a rinunciare all’enveloppe nazionale solamente qualora venga accettato a Bruxelles il progetto francese al fine di migliorare e aumentare i premi compensativi ai nostri produttori di carne bovina.
Stiamo seguendo gli sviluppi e non mancheremo di tenere informati gli associati con la maggiore

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