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Eurocarni nr. 1, 1998

Rubrica: Aziende
Articolo di Focherini F.
(Articolo di pagina 53)

La carne olandese del sor Memmo

Importanti successi commerciali dell’azienda di disosso “G. F. Commercio Carni” di Guidonia

 

 

Guglielmo Amici, titolare della "G.F. Commercio Carni", lavora ogni tipo di carne per i negozi e la grande distribuzione. Importa bovino, vitello, suino dalle migliori aziende olandesi. Entro la fine del 1998 avrà una propria catena di distribuzione a Roma, in tutto il Lazio e nelle regioni vicine: 30 negozi di vicinato contraddistinti col marchio Willy D., di cui 7 già aperti.

 

Tra Guidonia e Bagni di Tivoli, a pochi chilometri da Villa Adriana, dove il più individualista e narcisista degli imperatori romani si costruì un sogno di autoritratto architettonico esteso e spalmato sulle alture e le valli tiburtine, incontri quello che non ti aspetti: un pezzo d’Olanda. Cioè un’azienda industriale e commerciale che importa le migliori carni olandesi, tramite il solito olandese-piemontese-monegasco Erminio Giraudi, padre di tutti i broker carnaioli: vitello di T. Boer, bovino di Domburg, suino e bovino di Dumeco, Angus americano lavorato da Zandbergen.

A questo proposito vale la pena di ricordare che l’export di carne di vitello olandese, per larga parte controllato dal gruppo Van Drie, di cui più volte abbiamo parlato, al quale appartiene anche la storica azienda specialista del vitello T. Boer, è aumentato del 20% nei primi sei mesi del 1997 rispetto allo stesso periodo del 1996. E ciò nonostante il perdurare della crisi nei consumi di carne bovina in molti paesi d’Europa.

L’incremento riguarda tutti i principali paesi destinatari, come i tre maggiori clienti: Italia (+25%), Germania (+20%), Francia (+7%). L’Italia ha importato nei primi sei mesi del 1997 37.000 tonnellate di carne di vitello olandese. Com’è noto, il sistema del settore del vitello olandese è considerato il migliore del mondo sia per la qualità costante dell’intero processo di filiera sia per la rigorosità della certificazione.

La "G. F. Commercio Carni", di Guglielmo Amici, è una struttura moderna che entro pochi mesi otterrà la certificazione ISO 9002 (le procedure di applicazione sono curate dal figlio del titolare, Andrea): nell’edificio principale, nuovo, ha uffici e magazzini; in un altro edificio, costruito sette anni orsono, si trovano i reparti di disosso, lavorazione e confezionamento in atmosfera modificata di carni di bovino, suino, agnello, pollo, coniglio. Accanto, uno spaccio di carni e degli articoli principali del food, vini e bevande compresi.

La "G. F. Commercio Carni" è nata sette anni fa. "Prima esercitavo il commercio all’ingrosso di carni – dice Guglielmo Amici – e prima ancora facevo il macellaio nella bottega di mio padre a Guidonia". Oggi l’azienda lavora 400 quintali di bovino la settimana, 100 di suino, 120 di pollo, coniglio, agnello. Vende tagli e porzionati alle macellerie e grande distribuzione, in particolare ai market In’s del gruppo PAM diffusi in tutto il Lazio. Fornisce anche decine di migliaia di fettine la settimana per i pasti nelle scuole a Roma.

Con 90 dipendenti, l’azienda di Guglielmo Amici, detto il sor  Memmo, produce un fatturato di 22 miliardi con la sola struttura di lavorazione e un totale di 45 miliardi includendo 7 spacci di vicinato di 120 mq dislocati tra Roma citta, provincia di Roma, Lazio.

E qui veniamo al punto: "Entro la fine del 1998 di questi negozi di vicinato ne avremo 30. Sto elaborando questo progetto, che sarà una svolta decisiva per la nostra attività, con il direttore alle vendite Rinaldo Compagnoni, con il responsabile amministrativo Francesco Cifariello e con mio figlio Andrea, che si occupa del personale. Entreremo anche in Umbria, dove stiamo per aprire a Terni e a Narni, e in Abruzzo. E naturalmente opereremo nei principali centri laziali, come Frosinone, Rieti, Viterbo, senza trascurare Roma, dove è prevista l’apertura di punti vendita nei quartieri periferici.

Nei negozi venderemo le nostre confezioni di ogni tipo di carne, salumi e formaggi tipici di queste regioni nonché salumi di qualità dell’Italia settentrionale, come i prosciutti di Parma e San Daniele, e i principali generi gastronomici alimentari, vini, birra, bevande varie. Questi negozi saranno riconoscibili per il marchio Willy D., che hanno già nei primi sette già operativi".

Sono state fatte indagini di mercato alla base di questo interessante progetto commerciale? "Un’indagine pratica. Abbiamo visto che il primo spaccio, quello annesso ai reparti di disosso, ha avuto un buon successo. Ne abbiamo aperti qua e là, dove c’erano interessanti bacini di consumo. D’altronde tutta la zona attorno a Roma è ad alta intensità. Anche questi hanno avuto ottimi riscontri. Crediamo che la dimensione di 120 mq sia quella giusta per i piccoli centri e per posizionamenti forti nei rioni periferici delle città, a cominciare da Roma. Insomma, sono strutture di vendita per piccole ma popolose comunità. L’offerta poi è ragguardevole: carni delle migliori qualità, gastronomia regionale e nazionale, buoni vini locali e i più conosciuti della produzione italiana. A prezzi competitivi".

Breve, il sor Memmo è nato commerciante, al dettaglio e all’ingrosso, e vuole continuare a fare il commerciante, meglio, la vendita diretta della sua produzione (pur continuando a collaborare con la G.D.). Il che farà aumentare i margini di redditività dell’azienda. Invece di cederli ad altri. Non c’è dubbio che la distribuzione media oppure piccola, come in questo caso, è meglio farsela da sé. È la via giusta, praticabile soprattutto da chi ha notevole flessibilità aziendale, come Guglielmo Amici, e la capacità di lavorare e distribuire velocemente grandi quantità di carne fresca. Questo è l’asso nella manica del sor Memmo.

Parliamo di queste cose con il sor Memmo, che gli amici chiamano anche Bud Spencer per la sua simpatica solidità – ma ha piuttosto la faccia di antico romano dell’attore Ivo Garrani – davanti alle ruspanti gourmandises dei colli e dei castelli romani, come la lonza con la bruschetta e i fagioli con la salsiccia, ai rosseggianti rigatoni all’amatriciana, a un perfetto abbacchio scottadita.

Siamo in mezzo al suo bacino d’utenza, come si dice oggi, cioè in mezzo a gente che ama mangiar bene, semplice e genuino, e cerca la buona carne, dopo i "bucatini cacio e pepe" o una minestra di cicerchia: ieri, e ancora oggi, la coda alla vaccinara, la coratella, la trippa: oggi, e ancora domani, il vitello olandese di T. Boer e l’Angus del Nebraska. È una buona terra per il sor Memmo, un buon mercato per le sue superettes.

Franco Focherini

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