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Eurocarni nr. 1, 1998

Rubrica: Ridiamoci sopra
Articolo di Benimeo N.
(Articolo di pagina 15)

È più facile essere presi in pieno da un meteorite che morire per aver mangiato una costoletta

 

 

Sono più "matti" gli inglesi o le loro vacche? È un interrogativo che ormai bisogna porsi, anche se la risposta non è di quelle molto difficili.

"Diversi" mi dicono che sono affetto da anglofobia, e in parte potrebbe anche essere vero. Siccome ogni malattia riconosce una causa, quella mia ha come "agente etiologico" anche la vicenda della Bse.

Da sempre è nota la sicumera degli anglosassoni, la spocchia e la puzza sotto il naso per tutto ciò che riguarda il continente e l’Italia in particolare. Ora però nel microcosmo della vicenda della mucca pazza hanno tracimato ogni limite di decenza. La loro faccia tosta è più dura del bronzo!

Ed ecco le ragioni.

I britannici negli ultimi mesi dell’anno passato hanno fatto due cose:

a) minacciato l’Ue di bloccare le importazioni di carne dagli altri paesi membri – udite, udite – perché non applicano con il dovuto rigore le norme di salvaguardia per la difesa della salute dei consumatori o degli animali dalla Bse;

b) vietato l’uso in tutto il Regno Unito delle carni con osso (bistecche, ossibuchi, costolette, bollito ecc. ecc) per evitare al "massimo" il rischio di trasmissione all’uomo della malattia di Creutzfeld-Jacob!

Una chicca che il giornale Sun non si è lasciata sfuggire e che ha colto al volo per sfottere le autorità proponenti, dicendo: "È più facile essere presi in pieno da un meteorite che morire per aver mangiato una costoletta".

Veniamo alle considerazioni:

— gli anglo e poi sassoni sono di memoria corta e infatti in un baleno hanno dimenticato o fanno finta di non ricordare che il disastro della mucca pazza è legato all’uso di farine proteiche "contaminanti" che gli allevatori inglesi dopo che ne era stata accertata in modo inequivocabile la pericolosità e dopo che ne era stata vietata la utilizzazione (1988) imperterriti hanno continuato a somministrarle ai gloriosi manzi anch’essi inglesi per ben otto (diconsi otto) anni dal feed-ban, cioè dalla loro proibizione, con la benedizione dei controllori. Questa circostanza non dovrebbe essere dimenticata anche perché nel marzo 1997 fu ricordata all’ambasciatore britannico a Roma Sir Patrick Fairweather, dopo che ci aveva deliziato con un articolo sul Corriere della Sera dovizioso di "inesattezze" bibliche sull’uso delle farine. Una rilettura del rapporto della Commissione parlamentare d’inchiesta della Ue dei misfatti inglesi sulla Bse dovrebbe far riflettere sul criminoso comportamento tenuto dai padroni del vapore, che nessuno, dico nessuno, fino ad oggi, a quanto mi risulta, ha denunciato all’autorità giudiziaria per attentato alla salute del consumatore e diffusione di una malattia pericolosa per gli animali, ammesso e non concesso che la storia del meteorite non sia vera.

L’Ue, poiché l’uso delle farine proteiche – anche se con notevole ritardo – nel 1994 e da quell’anno, da quel che si sa, ai bovini allevati nei paesi membri non sono state più somministrate, mentre nel Regno Unito, nonostante i divieti nazionale e comunitario, nel 1996 fu possibile reperire ancora negli allevamenti scorte, anche abbondanti, di farine "contaminanti";

— la seconda chicca riguarda la messa al bando nel Regno Unito di carni con osso.

Ma signori inglesi come fate a non ricordare che la Comunità, anche se obtorto collo, nel 1990 (decisione 90/261 Cee) sollevò dubbi sulla innocuità di tessuti nervosi e linfatici apparenti e rese obbligatoria la loro asportazione durante il sezionamento e disosso, e che il disosso era obbligatorio per quelle carni ottenute da bovini che non provenivano da aziende in cui nei precedenti due anni non era stata ufficialmente accertata la presenza di Bse?

Il provvedimento della Cee riguardava l’esportazione, il che vuol dire che quelle stesse carni in osso potevano essere liberamente consumate in Gran Bretagna!

Non vi pare di esservi svegliati un po’ tardi?…

Speriamo… nel meteorite!

E ancora, come non ricordare che voi inglesi nel 1989 proibiste l’uso per il consumo umano di cervello, midollo speciale ecc. di bovini di età superiore ai sei mesi, che però continuaste a esportare negli altri paesi comunitari fino al 9 aprile 1990 quando la Cee ne vietò l’importazione dal vostro paese, e che addirittura continuaste a esportare verso i paesi terzi ancora per un anno?…

Poiché, signori inglesi, il divieto di dare da mangiare ai nostri bambini e a quelli di altri paesi i cervelli da voi prodotti e ritenuti pericolosi, dopo avervi detto sottovoce tutto quel che vi meritate, non ci resta che sperare ancora… nel meteorite!

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