Lo scorso 20 novembre è stato presentato, alla presenza di Paolo De Castro, ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, il progetto “Filiera ittica”, il primo in Italia che si propone di creare un sistema certificato per i prodotti ittici, identificandoli con un marchio di filiera.
Promosso dall’OI-Organizzazione Interprofessionale Filiera Ittica — riconosciuta dall’Unione Europea — e sostenuto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, il progetto “Filiera Ittica” ha coinvolto le diverse organizzazioni di produttori, con le loro imprese di pesca associate, di 4 regioni: Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Marche.
Paolo De Castro, ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali presente alla conferenza.
Attraverso il nuovo marchio collettivo si vogliono sensibilizzare gli operatori della filiera, dai pescatori alla Grande Distribuzione che commercializza i prodotti fino alla ristorazione, al fine di garantire il consumatore finale sulla freschezza e sicurezza alimentare dei prodotti del nostro mare.
Presenti alla conferenza stampa i titolari del progetto e gli organizzatori: Edi Sommariva, presidente di OI, Enzo Fornaro, responsabile esecutivo del progetto, Corrado Piccinetti, membro del comitato scientifico e Mario Bello, segretario generale del progetto.
Il ministro De Castro ha sottolineato come «questo progetto vada nella giusta direzione di offrire più garanzie al consumatore e maggiore valore alle imprese di pesca». Il ministro ha anche auspicato che partendo da questo progetto, «tutto il mondo ittico si organizzi attraverso questi sistemi di tutela del prodotto».
Mario Bello ha evidenziato che si tratta di «un progetto con molti elementi di novità. È una sorta di ponte tra tradizione ed innovazione, coglie la cultura della pesca ma innova, perché è vicino al mondo moderno che esige valori di igienicità, tutela dell’ambiente e del consumatore».
Edi Sommariva ha spiegato come il rapporto col cibo stia cambiando: «Il consumatore vuole saperne di più sul prodotto, sulla sua origine. Ci ponevamo due domande: riusciremo a metterci attorno ad un tavolo senza confliggere fra noi? Saremo capaci di lavorare insieme per garantire un prodotto migliore per il consumatore?». La risposta è questa: il primo progetto di filiera del pesce completo dal produttore, al ristoratore, alla Grande Distribuzione.
«Il grosso merito di questo progetto — ha poi dichiarato Corrado Piccinetti — è quello di riuscire a coinvolgere tutta la filiera: da chi va a mare a prendere il pesce ai produttori, i grossisti, la GDO, la ristorazione. Permette di sapere che barca ha pescato quel pesce, quando e dove. Questo si riflette sul gusto del pesce. Garantisce il consumatore sulla conoscenza del prodotto. È una possibilità di controllo che garantisce la qualità e che tutela il prodotto italiano».
Enzo Fornaio sulla stessa linea: «È un progetto che parte dal basso. Abbiamo raccolto le esigenze che venivano avanzate dai produttori che dicevano che dovevamo trovare livelli diversi di competizione.
Hanno aderito 10 organizzazioni di produttori, 100 ristoranti, la Grande Distribuzione con 18 ipermercati Coop Italia. La potenzialità della filiera attuale è in grado di sviluppare un fatturato di 60 milioni di euro con 35 mila tonnellate di prodotto».
«Portiamo a battesimo — ha detto Francesco Saverio Abbate, direttore generale Pesca Marittima e Acquacoltura — un progetto di rintracciabilità. È quello di sapere che cosa stiamo mangiando. E sapremo da dove viene proprio dal luogo esatto e non più generico. La filiera saprà mettere il consumatore di fronte ad una scelta consapevole del prodotto».
Il segretario ha poi consegnato simbolicamente i certificati di adesione alla Filiera alla OP “I casolari” di Chioggia, ai Produttori Pesca Ancona, all’associazione Produttori San Marco di Chioggia.
Il Bollino blu della ristorazione è stato invece consegnato a Guido Garavelli, direttore generale FIPE–Federazione Italiana Pubblici Esercizi, in rappresentanza di tutti i ristoranti italiani.
Il tavolo dei relatori alla presentazione del progetto.
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Rintracciabilità, freschezza, sicurezza alimentare, tutela del consumatore
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Sono le parole chiave che contraddistinguono il progetto “Filiera ittica” e che ne scandiscono le varie fasi ed iniziative. La certificazione di rintracciabilità riguarda i principali prodotti ittici dell’Adriatico, come i mitili, le vongole, le seppie, le cappesante, le sogliole, le pannocchie, gli scampi, i calamari, le triglie ed ovviamente il pesce azzurro. Segnaliamo tra le molte iniziative che caratterizzano il progetto le store promotion organizzate con la collaborazione di Coop Italia. I prodotti dell’Adriatico a marchio “Filiera ittica” verranno proposti al consumatore in 18 grandi Ipercoop ed in 6 di queste è già stata organizzata una vendita guidata con presentazione ed invito all’acquisto del prodotto a marchio. Novità anche nell’ambito della ristorazione, l’ultimo ed importante anello della filiera. Cento e più ristoranti — collocati nelle regioni interessate dall’iniziativa e nei maggiori centri urbani — contraddistinti dal “Bollino Blu” della ristorazione si riforniranno di prodotti “Filiera Ittica” e potranno anch’essi fregiarsi, sulla base di specifici accordi con la OI, del marchio. Si tratta di un modo per andare incontro al consumatore, che verrà garantito non solo negli acquisti per il consumo casalingo ma altresì nei suoi momenti fuori casa. Gli organizzatori si dicono certi che il marchio “Filiera ittica” sarà concorrenziale e ben posizionato sul mercato.
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Per qualsiasi informazione sull’iniziativa si può consultare il sito internet www.filieraittica.it
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