Cheese, l’Europa dei formaggi si allarga

Sono passati dieci anni dalla prima edizione di Cheese – Le forme del latte, evento biennale organizzato da Slow Food e Città d

 

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Sono passati dieci anni dalla prima edizione di Cheese – Le forme del latte, evento biennale organizzato da Slow Food e Città di Bra in programma dal 21 al 24 settembre nella cittadina piemontese e divenuto in poco tempo punto di riferimento per la filiera lattiero-casearia internazionale.

Negli anni sono state lanciato numerose campagne a livello internazionale, la più importante delle quali è quella a difesa del formaggio a latte crudo, con l’obiettivo di promuovere una produzione agroalimentare rispettosa delle tradizioni locali e dell’ambiente. Cheese è una manifestazione che affronta il mondo lattiero-caseario a 360 gradi, senza limitarsi solo all’aspetto commerciale o mangereccio.

L’edizione 2007 apre una straordinaria finestra sulle produzioni casearie artigianali nel mondo e concentra la sua attenzione sui formaggi a pasta erborinata, offrendo una ricca panoramica declinata attraverso laboratori, degustazioni, Master of Cheese e uno spazio dedicato: la Casa dei Blu.

Novità assoluta di quest’anno è la presenza dei Paesi dell’Est europeo, di antica tradizione agricola e di allevamento, Romania e Bulgaria in particolare, appena entrate a far parte dell’UE.

Tornano anche tutti gli elementi che hanno fatto la fortuna dei primi dieci anni di Cheese. Nelle piazze e le vie del centro storico di Bra, il Gran Mercato dei Formaggi, la Gran Sala con la sua Enoteca, i Laboratori del Gusto, la possibilità di degustare i formaggi Dop di montagna italiani, francesi, svizzeri e greci, oltre a quelli dei Presìdi Slow Food.

La manifestazione coinvolge anche il territorio di Langhe e Roero: nei ristoranti della zona il formaggio è protagonista degli Appuntamenti a tavola.

Piatti della tradizione si possono assaggiare seduti ai Chioschi di degustazione o proposti dalle cucine di strada nella Piazza della Birra. Come è tradizione alle manifestazioni di Slow Food, un ampio spazio è dedicato all’educazione alimentare e del gusto, il tendone del Circo dell’Educazione del Gusto, in cui si svolgono percorsi didattici per scuole e adulti e i corsi Master of Cheese. Inoltre mini Laboratori del Gusto, pensati espressamente per i bambini, si svolgono nello spazio Cheese Bimbi. Iniziative che testimoniano l’impegno ormai ventennale di Slow Food nel cercare di trasformare il consumatore in soggetto sempre più consapevole delle dinamiche del mercato alimentare, coproduttore insomma.

Tra gli appuntamenti da mettere in agenda durante i giorni di Cheese, tre incontri su temi di grande attualità per il settore caseario: si discute degli Ogm presenti nei mangimi, della pastorizia nei parchi e del concetto di latte di qualità.

Un’altra novità tra gli eventi di Cheese 2007 è l’asta del vino presso l’Agenzia di Pollenzo, occasione per aggiudicarsi lotti di bottiglie dei 300 migliori produttori italiani.

In uno spazio dedicato, quaranta casari che aderiscono al protocollo delle produzioni agroalimentari tipiche della Regione Piemonte illustrano l’intera filiera lattiero-casearia, dagli animali al prodotto finale.

Degustare, imparare, acquistare e partecipare. Questo l’imperativo per tutti coloro che, dal 21 al 24 settembre, saranno a Bra per non mancare ai tanti appuntamenti di Cheese.

 

I Presìdi dei Formaggi

In quasi tutti i Paesi del globo si lavora il latte e si fa formaggio. E in ogni parte del mondo qualcuno resiste alla sirena della quantità e continua a produrre a latte crudo con tecniche antiche. Queste realtà sono al centro del progetto dei Presìdi Slow Food, sono la testimonianza vivente che ancora non tutto è perduto e che è possibile intervenire per aiutare questi baluardi del gusto e della tradizione.

A Cheese 2007 arriveranno oltre 50 testimonianze di questa filosofia, esempi di una sapienza artigianale che non conosce confini.

Nell’Isola dei Presìdi ci sarà l’Europa dell’Est, protagonista della manifestazione, con il brânza de burduf, un pecorino stagionato nella corteccia di pino e prodotto in Romania; il formaggio nel sacco, un gigantesco cacio realizzato in Bosnia e maturato nella pelle di pecora, l’oscypek, un pecorino dalla particolare forma a fuso prodotto in Polonia, dai pastori sui Monti Tatra.

 

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L’Italia presenterà oltre 30 formaggi: dal Parmigiano di vacca bianca modenese al Castelmagno d’alpeggio, dai formaggi di capra garganica al Pecorino dei Monti Sibillini.

Si potranno conoscere le sconosciute produzioni casearie del Nord Europa — il geitost dalla Norvegia (un particolare formaggio marrone e dolce) e un caprino stagionato dalla Svezia — e l’ancora meno nota realtà casearia africana, rappresentata dall’ottimo caprino di Bolona (prodotto sull’isola di Santo Antão, a Capo Verde).

Dal cuore dell’Inghilterra arriverà il cheddar artigianale del Somerset, dall’Olanda, terra di grandi produzioni industriali, arriverà il gouda a latte crudo fermier stagionato a lungo. Dalla Svizzera, un piccolo cacio insaporito con erbe e spezie, lo zincarlin. E poi ci saranno i casari americani e irlandesi, che lottano ogni giorno per poter caseificare il latte crudo.

Insomma curiosità, formaggi introvabili, specialità da non perdere, testimonianza vivente che un’agricoltura diversa, un diverso modo di concepire allevamento e produzione casearia è possibile. Anzi, è necessario.

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