Preci deliziosa cittadina arroccata su un colle, nella verdissima Valnerina, fanno da sfondo i monti Sibillini facenti parte della catena appenninica. Nelle vicinanze sorge la famosa Abbazia di Sant’Eutizio, luogo mistico dove nel quinto secolo l’eremita Spes eresse un oratorio dedicato alla Vergine Maria. Alla sua morte, Sant’Eutizio divenne la guida spirituale del Cenobio e diede alla comunità un notevole impulso. A lui si deve la costruzione di un primitivo monastero e della chiesa, nella quale, alla sua morte, vennero deposte le sue spoglie.
Nel corso dei secoli il monastero fu centro ispiratore di tutte le attività della valle e culla del Monachesimo occidentale, poiché San Benedetto da Norcia si recava frequentemente da questi monaci, suoi padri spirituali. L’esterno è caratterizzato da una facciata in pietra originale con un portale Romanico ed un rosone chiuso dai simboli degli evangelisti. Qui ebbe origine la famosa Scuola Chirurgica Preciana, poiché la regola Benedettina prevedeva che i monaci si prodigassero nella cura degli infermi.
Nell’Abbazia di Sant’Eutizio questo aspetto venne curato in modo particolare sorgendo Preci in una zona ricca di piante officinali e di sorgenti di acque curative. Dal trasferimento delle competenze dei religiosi agli abitanti del luogo, già esperti nella mattanza dei suini, ebbe così origine l’abilità chirurgica dei Preciani, circa 30 vere e proprie dinastie di medici, la cui presenza era ambita dagli ospedali delle più importanti città italiane e da diverse corti europee.
Spicca fra tutti la figura di Francesco Scacchi Preciano, il quale lascia ai posteri un’opera ricercatissima dai bibliofili scritta e pubblicata nel 1622, dal titolo: De salubri potu dissertatio, di cui si conoscono solo sette esemplari al mondo, una delle quali è nella biblioteca del sottoscritto.
Si dice “norcino” a colui che è abile nel taglio del maiale, poiché ai chirurghi lo Stato Pontificio vietava di esercitarsi sui cadaveri per studiare il corpo umano mentre suggeriva di approfondire lo studio sui maiali, la cui somiglianza degli organi è identica a quella umana.
L’eco di una tale e lunga tradizione la si ritrova nella manifestazione che si svolge ogni anno a Preci nel mese di giugno, “Pane prosciutto e fantasia” dove il prosciutto fa la parte del leone assieme ad altri prodotti facenti parte del paniere gastronomico della Valnerina quali il tartufo, lo zafferano, le lenticchie, la patata rossa.
Un plauso va al Sindaco di Preci e all’amministrazione tutta per la perfetta organizzazione.
Angelo Valentini