A New York gli Oscar si danno al cibo

di Rotondi A. , Spadoni S.
A New York, e negli Stati Uniti in genere, esiste un’istituzione che rappresenta e celebra l’affascinante e gustoso mondo dell’

 

A New York, e negli Stati Uniti in genere, esiste un’istituzione che rappresenta e celebra l’affascinante e gustoso mondo dell’enogastronomia, sinonimo di “tutto ciò che fa cibo in America”: The James Beard Foundation (JBF), un’organizzazione non a scopo di lucro volta a celebrare, preservare, promuovere l’identità culinaria americana al fine di migliorarne la conoscenza e l’apprezzamento nel mondo.

Gli scorsi 6 e 7 Maggio, a firma della JBF, ed organizzato dalla nota agenzia di pubbliche relazioni Bullfrog & Baum, al Lincoln Center di New York si è tenuto l’evento “Celebrating the Art of American Food”.

 

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Stefano Spadoni e le sculture di cibo ad opera dell’artista Armando Baisas.

 

Essendo l’America il paese che ha inventato la cerimonia di premiazione degli Oscar cinematografici, con le famose nomination, l’apertura delle buste, i commenti a caldo, la passerella sul tappeto rosso ed il glamour ad esso collegato, una volta sperimentato il successo a Hollywood, la stessa formula è stata praticamente applicata in ogni settore dell’entertainment e della cultura, arrivando, anche all’enogastronomia.

 

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Alessandra Rotondi e Susanne Ungaro, Presidente di JBF.

 

The James Beard Foundation è la responsabile degli “Oscars Awards of the Food World” che premiano i professionisti del settore in America, assegnando oltre 60 premi nelle seguenti categorie: Autore di libri di Cucina; Ristoratori; Chef; Sommelier; Disegno e Grafica nel Cibo; Stampa Enogastronomica; Comunicatore Enogastronomico.

La JBF è stata creata nel 1986 in memoria di James Beard, scomparso l’anno precedente, definito “Il Maestro dell’Arte Culinaria in America”, come recita il titolo di cui è stato insignito. In Italia non c’è un’unica figura a cui potrebbe essere paragonato. Probabilmente, per rendere l’idea, si potrebbe dire che in lui avrebbero potuto coesistere i nostri compianti esperti enogastronomici, Luigi Veronelli e Vincenzo Bonassisi; gli chef pluripremiati Gianfranco Vissani o Fulvio Pierangelini; ed il nostro anchorman nazional-popolare per eccellenza, Pippo Baudo.

Ma chi era James Beard? Nell’immaginario collettivo la “provincia” americana, è spesso associata a picnic, grandi grigliate, riunioni di famiglia, pesca tra padre e figlio in qualche lago incantato, grandi boschi e campi coltivati.

Anche James passò la sua infanzia esattamente in questo modo, pescando, raccogliendo prodotti dai campi e cucinando immediatamente quanto appena preso dalla natura.

L’inizio della sua consacrazione avvenne con l’apertura di un negozio di alimentari chiamato “Hors d’Oeuvre”, che sarebbe diventato anche il nome della sua prima pubblicazione, seguito poi da Cook It Outdoors, il primo manuale sulla cucina all’aperto.

Gli americani, grandi cultori del barbecue gli regalarono un grande successo editoriale a cui ne seguirono molti altri, che lo accompagnarono nelle sue attività successive di Consulente per ristoranti di New York, ristoratore, chef e comunicatore gastronomico.

Il suo obiettivo era stabilire che anche gli Stati Uniti avessero una propria “Cucina”. Ora la Fondazione, dopo 20 anni di attività, è considerata la prima istituzione per l’educazione culinaria per gli amanti della buona cucina negli USA.

Tra i programmi intrapresi dalla JBF ci sono circa 20 cene mensili e seminari di lavoro e la sede della fondazione rappresenta quello che il Madison Square Garden, il Carnegie Hall o il Metropolitan Opera House rappresentano per le star della musica, dello sport ed i musicisti di fama internazionale: un incredibile palco dove esibirsi. Praticamente ogni sera della settimana gli studenti della scuola culinaria hanno l’opportunità di mettere in pratica quanto appreso provandolo direttamente con gli chef blasonati che, in qualità di “ospiti d’onore”, visitano la JBF.

Ci sono borse di studio messe a disposizione per aspiranti professionisti della cucina. Nel 2005, la Fondazione ha raggiunto un totale di oltre 250.000 dollari in fondi da destinare a 86 candidati.

Inoltre, la JBF collabora con istituzioni culturali come la New York University per organizzare conferenze culinarie e corsi, come “Educate your Palate”.

 

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Il tradizionale “red carpet”, la passerella di celebrità e ospiti sul tappeto rosso, sinonimo di mondanità e attrazione per i media newyorkesi.

 

La Fondazione aiuta anche l’organizzazione benefica “Spoons across America” (Cucchiai in tutta l’America), che provvede cibo a bambini, famiglie bisognose, e garantisce, con la presenza di personale qualificato, la diffusione di programmi e informazioni nutrizionali.

Il futuro imminente della JBF, come racconta la presidente Susanne Ungaro, una donna affascinante che ha fatto gli onori di casa alla serata degli Awards, sarà a livello nazionale il “Taste America”, letteralmente ”Assaggia l’America”, previsto per il 28 e 29 Settembre 2007 in 20 città USA, un vero e proprio Festival del Cibo con i più importanti cuochi che si esibiscono in spazi pubblici, come grandi centri commerciali, o durante serate con biglietto d’ingresso per ogni tasca (mentre un posto Vip per una delle serate degli Awards poteva costare anche 2.500 $, ma ricordiamo che sono sempre associati programmi di beneficenza).

Tornando agli Awards, fa piacere ricordare che nella Cerimonia degli Oscar della JBF c’erano anche molte celebrità di origini italiane, come la Lidia Bastianich, proprietaria dei ristoranti Felidia e Becco di New York, autrice di libri di cucina, intrattenitrice di programmi televisivi culinari, e dotata di una grande carica umana che la distingue sul piccolo schermo. Entrata ormai nelle case degli americani, più volte ha ricevuto premi in tal senso come quello di Outstanding Chef (Cuoco Eccezionale) nel 2002.

Al fine di orientare la scelta del miglior ristorante per la vostro prossima visita in America, ecco alcuni nomi di coloro che hanno portato a casa, sotto forma di medaglia con l’effige del fondatore, l’ambito premio 2007 della JBF:

  • Best Chef a New York City: David Waltuck, Chanterelle, New York.
  • Outstanding Chef in USA: Michel Richard, Michel Richard Citronelle, Washington, DC.
  • Outstanding Pastry Chef (Pasticcere) in USA: Michael Laiskonis, Le Bernardin, New York.
  • Outstanding Restaurant in USA: Frontera Grill, Chef/Owner: Rick and Deann Bayless, Chicago.
  • Outstanding Wine Service (Sommelier) in USA: Mark Slater, Michel Richard Citronelle, Washington, DC.
  • Rising Star Chef of the Year (Cuoco Stella Nascente dell’Anno): David Chang, Momofuku Noodle Bar, New York.

Alla due giorni dell’evento a cui abbiamo presenziato, tutti gli chef nominati e premiati hanno proposto alcune loro ricette, squisite prelibatezze culinarie. Sia i “Media Awards” enogastronomici al Millenium Broadway Hotel di Times Square, del 6 Maggio, come il “Gala dell’Arte del Cibo” al Lincoln Center, del 7 Maggio sono state serate da ricordare.

 

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Il Lincoln Center di New York.

 

Ad accompagnare ogni delizia, i bartender nominati o premiati hanno servito i migliori cocktail e drinks, i produttori di vino hanno aperto le porte delle loro cantine, ed i designer hanno dato libero sfogo alla loro inventiva creando sculture e decorazioni alimentari degne di essere esposte nei musei di arte moderna. Impossibile descrivere i sapori ma la galleria fotografica vi aiuterà ad immaginare e magari vi invoglierà a saperne di più.

Gli autori di questo articolo hanno particolarmente gradito gli Oyster and lobster shooters, cioè un Cocktail di ostriche ed aragoste, creato da Bobby Flay, chef, ristoratore e personaggio televisivo molto noto negli USA; e lo Slow-braised veal cheeks with osso buco jus and Alba hazelnuts, (Guancia di vitello, ossobuco con nocciole d’Alba), del marchigiano Fabio Trabocchi, chef di Maestro, Washington DC. Il tutto brindando con i vini dell’azienda Banfi.

Per maggiori informazioni visitate il website www.jamesbeard.org. Magari potrete partecipare ad un programma formativo insieme ai vari “Vissani” locali, prenotare una vostra presenza ai prossimi Awards, e finalmente dire di essere stati anche voi agli Oscar, dove non sarà saziata solo la fame di celebrità, ma anche i vostri palati. Meglio di Hollywood: assaggiare per credere!!!

Alessandra Rotondi

Stefano Spadoni

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