Di fronte alla crescente domanda di alimenti sicuri e di qualità, sia all’estero sia nel mercato interno, la filiera brasiliana della carne bovina ha rafforzato la propria ricerca di efficienza in un’azione collettiva. Forti cambiamenti sono avvenuti nella fase iniziale della produzione, cioè negli allevamenti. Gli allevatori stanno investendo nel miglioramento genetico, nell’addestramento del personale, nella tecnologia e nelle tecniche di amministrazione, nelle attrezzature e negli strumenti amministrativi. Con questi mezzi, si può ottenere bestiame migliore, una produzione standardizzata, risultati superiori nella macellazione e nei tagli di carne bovina che possono soddisfare tutti i mercati di consumo.
La popolazione bovina brasiliana conta quasi 200 milioni di capi e ha una maggioranza di bovini di razza Nelore.
La gestione dei mangimi è un pilastro centrale di questa evoluzione. Nella maggior parte degli allevamenti brasiliani di bestiame, gli animali crescono e aumentano di peso nel pascolo e vengono dati loro solo supplementi di minerali. Un pascolo molto controllato con piante più resistenti e più produttive ha ottimizzato la produzione nella stessa area. In questo momento, quando il mondo intero è così preoccupato per la sicurezza alimentare, la carne bovina brasiliana ha acquistato fama grazie al sistema di produzione ecologicamente corretto. Anche quando i bovini sono allevati al chiuso o in regimi di semilibertà, nella mangiatoia ci sono alimenti naturali perché il mangime è composto da foraggio di erba e di cereali, ingredienti che vengono dalla terra.
Torelli in un allevamento con certificazione Eurepgap.
Il miglioramento genetico è inoltre stato determinante nel miglioramento dell’indice produttivo brasiliano di bovini. Vale la pena sottolineare il progresso raggiunto dal Nelore, la razza bovina più rappresentativa del Paese. Già popolari per via del loro perfetto adattamento al clima tropicale, questi animali hanno evidenziato un aumento significativo nella precocità e nello sviluppo della carcassa. Tale miglioramento è stato reso possibile grazie a programmi di valutazione tecnica e di selezione genetica.
Il miglioramento del gregge è diventato permanente e gli allevatori hanno definito un’altra priorità: era necessario moltiplicare questo potenziale genetico. Tecniche riproduttive quali l’inseminazione artificiale, il trasferimento di embrioni, la fecondazione in vitro ed altre tecniche sono diventate abituali in molti più allevamenti, democratizzando l’accesso all’alta genetica. Incrociando lo Zebù e altre razze, gli allevatori brasiliani hanno ridotto i tempi di produzione e aumentato la propria capacità di soddisfare ogni richiesta. Il Brasile è uno dei pochi Paesi in cui è possibile produrre carne bovina con tale varietà.
Con i suoi quasi 200 milioni di capi, il Brasile ha una delle più consistenti popolazioni bovine del mondo ed è il primo Paese esportatore di carne bovina. L’anno scorso, le esportazioni brasiliane hanno raggiunto complessivamente oltre 2,5 milioni di tonnellate tra prodotti “al naturale” e prodotti lavorati, secondo le statistiche rilevate dall’Associação Brasileira das Indústrias Exportadoras de Carnes – ABIEC (Associazione delle Imprese Brasiliane Esportatrici di Carne Bovina). Questi dati sono il risultato dei molti cambiamenti avvenuti negli ultimi anni lungo tutta la filiera della carne bovina.
Il miglioramento genetico ha prodotto risultati utili all’industria della macellazione.
Per far fronte alle esigenze dei consumatori, particolarmente dall’estero, l’industria della macellazione ha dovuto adeguarsi. Due provvedimenti sono stati decisivi: l’adattamento in ogni processo produttivo e la ricerca delle materie prime appropriate. Oltre alle modifiche strutturali riguardanti i macchinari, le attrezzature e la tecnologia, sono stati revisionati concetti e metodi che hanno coinvolto anche le persone. Era essenziale che ogni operatore comprendesse l’influenza del proprio lavoro nel processo e la responsabilità di lavorare nel settore della produzione alimentare.
Sono i consumatori a trarre più vantaggi dall’evoluzione della filiera della carne bovina.
Per quanto riguarda il mercato interno, anche se il prezzo era ancora determinante nell’acquisto, i consumatori hanno cominciato a fare più attenzione a caratteristiche come la presentazione del prodotto, il colore, il sapore, la tenerezza e la provenienza. Tale modifica comportamentale ha portato le macellerie, i supermercati e i ristoranti ad elevare la qualità dei prodotti e dei servizi e a richiedere lo stesso dai loro fornitori. L’industria della macellazione ha risposto con un’assistenza personalizzata in supporto dell’espansione del mercato della carne bovina. Delle speciali linee di prodotti sono state sviluppate per soddisfare le aspettative dei consumatori. Gli allevatori di bovini hanno seguito l’esempio. Tramite delle alleanze commerciali, essi hanno iniziato a trattare direttamente con i dettaglianti, basandosi sulla fornitura regolare di tagli standard di carne bovina. Come ricompensa, è stata garantita a loro una miglior retribuzione. Questa serie di cambiamenti di esigenze e di risultati fa sì che l’intera filiera della carne bovina sia in una situazione di evoluzione permanente. Chi ne trae più vantaggi? I consumatori. Poiché questi hanno a disposizione una più ampia varietà di prodotti e di prezzi.
La più grande azienda di macellazione brasiliana è quotata in borsa
A partire dal 29 marzo, il Gruppo JBS, che possiede la “Friboi”, la più importante azienda di macellazione brasiliana, è fra le aziende quotate alla Borsa Valori di San Paolo (Bovespa). Questa novità è un passo importante che mette in luce la filiera della carne bovina. JBS è la prima azienda di questo settore a vendere quote. Altre aziende di macellazione desiderano seguire lo stesso percorso.
Romualdo Venâncio